Biblioteca Centrale Giuridica, tour virtuale/3: Decretali, pezzo pregiato

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Concludiamo con la puntata sulle collezioni e i “pezzi pregiati” la visita virtuale della Biblioteca Centrale Giuridica, la cui riapertura al pubblico – con le modalità previste dal Dpcm 26 aprile 2020 – è al momento prevista per la seconda metà di maggio.

Il primo nucleo della raccolta risale alla dinastia sabauda, derivando dalla Cancelleria del Regno di Sardegna: le radici delle collezioni provengono quindi da materiale conservato già nella seconda metà del Settecento. Nella raccolta sono presenti non solo testi di diritto, ma anche opere italiane e straniere di Storia, Letteratura, Filosofia, Sociologia: una esaustiva documentazione della cultura europea e della storia del pensiero giuridico continentale dalle comuni origini che affondano nel diritto romano. Grande spazio è dato alla sezione del diritto straniero e comparato che dà conto del ‘movimento legislativo italiano e straniero’ attraverso le serie complete dei periodici giuridici ottocenteschi più importanti.

Una sezione della biblioteca è dedicata ai libri antichi, alcune migliaia, e tra questi c’è l’esemplare più pregiato, le Decretali di Gregorio IX (IGI 4453). Circa 25 biblioteche, nel mondo, conservano questa edizione: tuttavia l’esemplare posseduto dalla Biblioteca è certamente tra i più belli, per il contenuto di pregevoli miniature e per le ottime condizioni di conservazione.

Questo volume è il libro a stampa più prezioso della collezione, sia perché il più antico sia per le particolarità dell’esemplare. Si tratta di un ‘incunabolo’, di 470 carte non numerate, dimensioni in folio, miniato. Con il termine ‘incunabolo’ sono convenzionalmente definiti i libri a stampa prima del 1501: questo è stato stampato a Roma il 5 novembre 1474, da Georg Lauer, un ecclesiastico originario di Wurzburg, probabilmente identificato con il tipografo attivo nel convento di Sant’Eusebio a Roma già negli anni 1470 e 1471.

particolare del testo e delle miniature
Particolare del testo e delle miniature delle Decretali di Gregorio IX

Storicamente il testo si inserisce nelle lotte per l’egemonia che animano il basso Medioevo tra il papato e l’impero: Gregorio IX dà inizio al suo lungo pontificato (1227-1241) con la scomunica dell’imperatore Federico II di Svevia e quindi affida al domenicano Raimondo di Penafort il compito di riordinare la grande massa delle norme papali successive al Decretum Gratiani del XII secolo. La raccolta costituisce la pietra miliare dell’ordinamento della Chiesa, la base del diritto canonico.

Ma la Biblioteca conserva altri “gioielli”, tra cui una preziosa edizione delle Pandectae o Digesta, una delle parti che componevano la raccolta del Corpus Iuris Civilis, voluta dall’imperatore bizantino Giustiniano per rimettere ordine nell’immensa legislazione sul diritto romano ereditata dall’impero d’oriente. L’edizione in possesso della BCG risale al 1591, stampata a cura della Società dell’Aquila che si rinnova: è opera del celebre tipografo veneziano Girolamo Polo.

il frontespizio del codice giustinianeo nell'edizione veneziana del 1591
Il frontespizio delle Pandectae o Digesta, dal codice giustinianeo nell’edizione veneziana del 1591

Del 1678 è il Glossarium ad scriptores mediae & infimae latinitatis, di Charles du Fresne, signore di Cange, pubblicato a Parigi: l’opera dell’erudito francese, tre volumi in-folio, costituisce una fondamentale fonte di conoscenza sul latino medievale. L’esemplare custodito a piazza Cavour, donato nel 1883 dal prefetto della Biblioteca Nazionale di Roma, è un’inestimabile prima edizione, splendidamente illustrata.

L’incisione che apre il Glossarium rappresenta una figura femminile (la Latinità) e sullo sfondo l’Urbe in fiamme.
L’incisione che apre il Glossarium rappresenta una figura femminile (la Latinità) e sullo sfondo l’Urbe in fiamme

3a puntata- FINE

Queste le precedenti puntate pubblicate:
La sede nel Palazzo di Giustizia/1
Tutti i servizi in sede e online/2

(Ha collaborato Isabella De Cesare)