Le associazioni contro la violenza sulle donne ricevute da Bonafede

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Onorare la memoria delle donne vittime di violenza e proteggere quelle che sono ancora in vita dal possibile ripetersi di simili tragedie anche per fare in modo che i giovani recuperino fiducia nello Stato: questo il senso degli incontri tra il ministro Bonafede e due associazioni che si occupano di tutela delle donne e assistenza in caso di stalking, violenze domestiche e qualsiasi altro tipo di reato.

 

Incontri, svoltisi nell’ambito dell’iniziativa il Ministro Ascolta, particolarmente toccanti che hanno permesso al ministro di ascoltare dalla viva voce dei più stretti parenti di alcune delle vittime di femminicidio il racconto di storie di dolore e di frustrazione perché “lo Stato non è riuscito a proteggere queste sue cittadine né a fornire, successivamente, una riposta di giustizia certa e tempestiva.”

 

All’incontro svoltosi questa mattina in via Arenula hanno partecipato Vera Squatrito, madre di Giordana – uccisa a coltellate dall’ex fidanzato quando aveva solo 20 anni – e fondatrice dell’Associazione “Io sono Giordana”, Giovanna Zizzo, il cui ex marito ha ucciso Laura, una delle sue figlie, Maria Teresa D’Abdon e Paolo Di Gregorio, presidente e vicepresidente dell’Associazione italiana vittime della violenza, anche loro genitori privati di figlie uccise dalla folle violenza da parte di uomini senza dignità, e Francesca Lucci, legale dell’associazione.

 

“Le nostre figlie sono vittime trasparenti – ha raccontato la signora Squatrito – ragazze che avevano trovato il coraggio di denunciare ma alle quali le istituzioni non sono riuscite ad assicurare la necessaria protezione. Nessun risarcimento ci potrà restituire la vita delle nostre figlie però lo Stato deve mostrarci rispetto e fare di tutto per prevenire il ripetersi di delitti contro le donne che era possibile evitare con un intervento tempestivo”.

 

Tra le richieste avanzate al Guardasigilli le due associazioni hanno concordato sulla necessità di misure per garantire la certezza della pena nei casi di omicidio, sul no al rito abbreviato e a sconti di pena per i reati particolarmente violenti, sull’incremento dei fondi per i familiari delle vittime, soprattutto per i figli orfani, e su investimenti massicci in prevenzione. Tutte richieste per le quali il Ministero è già a lavoro e che in alcuni casi troveranno una traduzione in legge con provvedimenti già instradati e in via di approvazione.

 

In particolare, Bonafede ha ricordato come la proposta sul “Codice Rosso”, già approvata dal Consiglio dei Ministri e in attesa di esame parlamentare, sarà un efficace strumento di prevenzione e di tutela delle donne. “Ogni volta che una donna troverà il coraggio di denunciare, lo Stato avrà l’obbligo di attivarsi perché il magistrato dovrà sentirla entro pochi giorni assicurando una corsia preferenziale a queste denunce e dando a questi casi una priorità di trattamento. Così la giustizia interviene prima che possa succedere l’irreparabile”.

 

Anche sulla richiesta relativa al fondo per le vittime di reati intenzionali e violenti, il ministro ha fatto presente che nella legge di bilancio è previsto un aumento della dotazione finanziaria e soprattutto misure per sbloccare il funzionamento del fondo rendendo più semplice l’accesso.

 

Il ministro Bonafede ha, infine, apprezzato i progetti, presentati da Maria Teresa D’Abdon, di educazione nelle scuole e quello sulla creazione di una casa protetta per le donne che denunciano e hanno bisogno di un luogo sicuro dove stare.

 

“Le norme sono importanti, e stiamo lavorando anche su questo, ma – ha concluso Bonafede – è necessaria una vera e propria opera di sensibilizzazione culturale per debellare la piaga della violenza contro le donne che affligge la nostra società, facendo capire a tutti che chi usa violenza contro una donna perde qualsiasi dignità di uomo, anzi non può considerarsi nemmeno un uomo. Da parte nostra, come ministero faremo di tutto per dissipare il dubbio che rivolgersi alla giustizia sia inutile e che le istituzioni siano incapaci di proteggere i suoi cittadini in pericolo”.

Il ministro Bonafede con i rappresentanti dell’Associazione italiana vittime della violenza

 

L’incontro del Guardasigilli con i rappresentanti di “Io sono Giordana”