Ester Soldi e l’esordio al femminile delle Fiamme Azzurre: “E’ un onore”

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Sono passati più di vent’anni da quel giorno di settembre 1998: Ester Soldi, nazionale di dressage e prima atleta donna a far parte delle Fiamme Azzurre, allora si era presentata alla Casa Circondariale di Verbania, accolta dal Comandante: “Le selezioni erano durate quasi due anni – ricorda ora l’amazzone, milanese di nascita e novarese di formazione – dalle prove scritte ai test attitudinali, e le selezioni fisiche, durissime”.

Da “young rider”, giovane specialista di equitazione, aveva disputato diverse edizioni degli Europei: ma in quella fase della carriera era un po’ in mezzo al guado, desistere o continuare? “Venivo da una famiglia di cavalieri, papà prima atleta di completo e dopo giudice internazionale, la mamma campionessa di salto ad ostacoli: fino a quel momento la mia vita era stata vicino ai cavalli”. Quando nel colloquio le avevano chiesto cosa facesse, lei aveva parlato della sua vita, degli studi universitari e del suo sport a una quasi incredula psicologa: “La sezione equestre nelle Fiamme Azzurre ancora non esisteva, l’abbiamo creata noi con quel primo reclutamento al femminile”.

Di lì a poco arrivarono azzurre di atletica come Rossella Giordano e Ausilia Balletta, e Antonietta Giongo, nazionale di pentathlon moderno: le pioniere di un movimento che ha fatto della Polizia Penitenziaria una forza storica dello sport italiano in rosa. Il gruppo è cresciuto e si è evoluto, ma Ester è sempre lì: “In un primo momento pensavo di dover fare l’agente penitenziario a tempo pieno: e in questi anni la mia stima per chi fa servizio in istituto è cresciuta enormemente. Un lavoro importante, durissimo: io sono onorata di portare il mio contributo in campo sportivo”.

Come amazzone la sua tenuta di gara è proprio la divisa della Polizia Penitenziaria, anche per questo sul rettangolo sente la responsabilità e lo spirito di appartenenza sulla sua pelle: “Prima indossavo il frac e il cilindro, come da regolamento: ma la prima volta che ho messo la divisa del Corpo mi sentivo incredibilmente importante, alla pari con gli atleti dei Gruppi Sportivi di maggior tradizione nella mia disciplina, come i Carabinieri o l’Esercito”.

Nell’equitazione uomini e donne gareggiano insieme, nelle stesse specialità e nella stessa classifica: “Forse anche per questo il mio rapporto con i colleghi e con l’universo maschile in genere è stato sempre molto naturale: ho tenuto un corso di artiere ippico al carcere di Bollate e sono rimasta impressionata dall’attenzione dei detenuti. Mi hanno seguita con serietà in aula e nelle esercitazioni in scuderia, nessun problema e anzi una gratificazione professionale immensa”.

Ester ha una dote innata: sa trasmettere a chiunque la sua passione per i cavalli e per questo è stata scelta per video didattici sul dressage dalla federazione italiana (la FISE), che ha nominato la nostra atleta Istruttore di Terzo Livello: “E’ successo dopo i Mondiali di Caen, quando sono stata la seconda italiana dietro la numero uno della nazionale, Valentina Truppa”. In una specialità dominata dalle ricche scuole mitteleuropee, britanniche e scandinave, la nostra amazzone ha sfiorato la qualificazione olimpica per Rio 2016: “Ci avevo sperato, un percorso costruito con la mia cavalla Harmonia: poi due interventi chirurgici nel quadriennio mi hanno fermata”. Ma in questo mondo l’esperienza è un valore sportivo che si costruisce negli anni: “Ci voglio riprovare per Tokyo 2020, in sella ad Annarella di Villagana: una cavalla che ho domato e cresciuto da quando aveva tre anni, ora ne ha 10 e l’anno scorso l’ho fatta esordire in un Grand Prix”.

Non per niente il suo modello nelle Fiamme Azzurre è Giovanni Pellielo, il più titolato tiratore del mondo che è ora in caccia dell’ottava partecipazione ai Giochi: “La carta olimpica sarebbe una grande gioia, perché io ho fatto della passione di una vita anche il mio lavoro: e il cavallo si può considerare uno strumento, ma non è certo paragonabile alla racchetta da tennis o al pallone”. La componente psicologica del binomio è una realtà indissolubile, per questo Ester cerca di trasmettere tutta la sua forza di carattere: “Quando cado mi rialzo, non mi spaventa nulla: una convinzione che non mi abbandona soprattutto da quando sono nelle Fiamme Azzurre, perché non dimentico che vent’anni fa qualcuno ha creduto in me”.