Siena e le sue contrade
in un libro di fiabe
scritto dai detenuti
22 Gennaio 2020
Scritto da alcuni detenuti della Casa Circondariale di Siena, “17 storie per 17 contrade” è un libro che presenta diversi aspetti di notevole interesse.
Nella prefazione di Michele Campanini, curatore della raccolta, è scritto che il libro racconta “storie fantastiche, ma con richiami a Siena e alle sue tradizioni, nate da un laboratorio di scrittura iniziato per caso e durato quasi un anno, che ha portato alla creazione di racconti unici nei quali confluiscono anche culture e tradizioni lontane”.
Il libro nasce tra i banchi di scuola e pertanto dà concreta attuazione ai protocolli d’intesa sottoscritti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, finalizzati non sono solo a potenziare le attività scolastiche all’interno delle carceri, ma anche a incentivare la creatività e le potenzialità intellettuali ed espressive dei detenuti.
Michele Campanini ha stimolato, appunto, i suoi allievi a dare sfogo alla fantasia e all’immaginazione, coinvolgendo nel suo percorso didattico anche detenuti stranieri, provenienti da Paesi, per lo più africani, popolati da alcuni animali che incarnano i simboli delle contrade della nostra città.
Scrivere fiabe incentrate sui simboli di una tradizione secolare e profondamente sentita come quella delle contrade di Siena è stato per i detenuti un’occasione per sentirsi parte della vita cittadina, per affacciarsi su una realtà affascinante, fatta di riti e tradizioni antiche dalla quale rischiavano di rimanere estranei.

È in questo modo che l’obiettivo, da sempre ricercato, dell’integrazione del carcere con il tessuto sociale e territoriale riesce a trovare il modo di realizzarsi in pieno.
Come si può immaginare, esiste una copiosa bibliografia sulle contrade e sulla storia di Siena: tuttavia il libro ha anche il pregio di essere originale, poiché sinora mai era stata “esplorata” la realtà cittadina attraverso il racconto unico che sa offrire la fiaba.
Ed ancora, è significativo che, come esige la narrazione fiabesca, tutte le storie vedano sconfitto il male, quello stesso male che i detenuti hanno conosciuto ed attraversato durante la loro esistenza e che soccombe nei racconti al cospetto della bontà e dell’intelligenza di animali o di esseri soprannaturali.
Sfogliando le pagine del libro ci si accorge subito che anche la veste grafica è stata particolarmente curata. Tutte le storie sono state illustrate dagli stessi detenuti con tavole colorate realizzate nell’ambito del laboratorio di pittura. Ne è nata una perfetta simbiosi tra scritto e figurato, impreziosita dal disegno di copertina di Emilio Giannelli che conferisce un valore aggiunto alla pubblicazione.
Sinora i riscontri in città sono positivi: le principali librerie cittadine espongono il libro in vetrina e pare che le vendite, soprattutto nel periodo natalizio, siano state più che buone. Ma al di là dell’esito commerciale, è il percorso compiuto e l’obiettivo raggiunto a farci sentire tutti molto soddisfatti: detenuti, operatori e personale. Una piccola, bella fiaba anche questa.
Sergio La Montagna è il direttore della Casa Circondariale di Siena