40 anni fa veniva assassinato Emilio Alessandrini

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Quarant’anni fa veniva ucciso a Milano da un commando terroristico di Prima Linea il magistrato Emilio Alessandrini. Nella rivendicazione i terroristi precisarono che era stato scelto quel giovane magistrato in quanto colpevole “dell’impegno che poneva nel rendere più moderna la struttura giudiziaria”.

Alessandrini era nato a Penne (provincia di Pescara) nel 1942 e, oltre a essere un magistrato rigoroso e illuminato, era anche un ragazzo che amava vivere. Lo descrive così all’Agi Carmen Manfredda, magistrato ora in pensione, amica di Emilio nonché attuale presidente del Comitato Antimafia del Comune di Milano: “Con la sua Renault arancio, quella sulla quale è stato poi
assassinato, tornavamo da San Vittore dopo gli interrogatori. Eravamo io, lui e il giudice Luigi Fiasconaro. Cantavamo a squarciagola, Emilio conosceva tutte le parole a memoria delle canzoni di quegli anni. Ogni volta che sento ‘Azzurro’, una che ci piaceva molto assieme a quelle di Tenco, mi sciolgo in lacrime ovunque mi trovi… Oltre a un’intelligenza e una preparazione incredibile, aveva anche una straordinaria umanità, difficile pensare che un’altra creatura simile sia mai venuta sulla terra”.

Nel quarantennale dell’omicidio Alessandrini è stato ricordato con un messaggio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Magistrato che profuse il suo impegno nella lotta al terrorismo, in particolar modo all’eversione di destra, era noto nella città di Milano e nell’intera magistratura per essere un giudice che aveva affrontato il problema ‘terrorismo’ non solo in un’ottica giudiziaria ma cercando di comprendere il fenomeno dal punto di vista sociale”.

“Illuminato servitore dello Stato, il giudice Alessandrini – scrive il  Capo dello Stato – barbaramente ucciso a soli 36 anni, è stato l’espressione di una nuova generazione di magistrati,
appassionata e animata da forti sentimenti civili. E’ necessario non disperdere la memoria di quanto accaduto e l’insegnamento professionale e umano legato a questo magistrato. Rievocare il suo assassinio richiama il senso etico di quanti hanno saputo opporsi ai nemici della convivenza civile nel Paese, per costruire il futuro della nostra comunità, secondo principi di legalità e solidarietà umana”.

“A distanza di quaranta anni dal sanguinoso attentato in cui perse la vita, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai suoi familiari, ai colleghi e agli amici che lo hanno conosciuto e stimato e che in questi lunghi anni ne hanno sempre ricordato la passione, la sagacia e lo straordinario impegno nello svolgimento dell’attività professionale”, conclude Mattarella.

Per Giulia Sarti, presidente della Commissione Giustizia della Camera, “ricordare persone come Emilio Alessandrini, che ha fatto crescere magistratura e cittadini, ci aiuta a tradurre il nostro lavoro in battaglie legislative per il Paese”.