Monitoraggio del Ministero sull’Ufficio per il processo

Palazzo del Ministero della Giustizia via Arenula Roma - Foto di Doriano Ciardo
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“Significativa utilità degli addetti all’Ufficio per il processo”, “maggiore produttività”, “migliore e più spedita organizzazione di udienze e ruolo”. Queste sono solo alcune delle valutazioni cui il ministero della Giustizia è giunto, grazie al monitoraggio quali-quantitativo sull’Ufficio per il processo – Upp, che dal 5 ottobre al 7 novembre ha coinvolto e impegnato gli uffici giudiziari.

Con la circolare emanata da Barbara Fabbrini, capo del Dipartimenti dell’Organizzazione giudiziaria, Pia Marconi, capo del Dipartimento per la Transizione digitale, e da Davide Galli, Direttore generale dell’Unità di missione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e grazie alla interlocuzione con la Commissione europea e con la Cabina di regia per il Pnrr, il Ministero ha voluto affiancare, al monitoraggio di target quantitativi, anche un’analisi “sull’impatto organizzativo che l’Ufficio per il processo sta avendo negli uffici giudiziari coinvolti e sugli effetti che possono prodursi sulla qualità dell’azione giudiziaria”.  Questa rilevazione, come spiega la relazione, “mira a far emergere una valutazione qualitativa della portata che l’istituzione o il rafforzamento dell’Upp hanno avuto su determinati processi-chiave di funzionamento dell’ufficio giudiziario, raggruppati in base a tre aree di impatto rilevanti ai fini del miglioramento complessivo della qualità dell’azione giudiziaria: tempi della giurisdizione; tempi amministrativi; qualità della risposta”.

Dal monitoraggio è emersa la necessità per gli uffici di ridefinire la struttura organizzativa per istituire i nuovi uffici del processo, ripartendo le nuove risorse fra i diversi servizi e provvedendo alla loro alla formazione, in aula, in modalità on the job oppure one to one.

Le risposte fornite dalla compilazione dei due questionari elaborati dal Ministero, hanno evidenziato – fra l’altro – che la maggior parte degli addetti all’Ufficio per il processo (1497 nelle Corti d’appello, 5462 nei Tribunali) è stata destinata allo studio dei fascicoli, processo lavorativo che va dalla verifica della completezza degli atti alla comprensione del grado di complessità.

Fortemente eterogenea l’organizzazione anche in relazione all’ufficio giudiziario: talvolta le nuove risorse sono state assegnate a un solo magistrato o piuttosto a una sezione. In alcuni casi sono state create delle task force trasversali o uffici di staff, direttamente coordinati dalla presidenza dell’ufficio giudiziario.

La fase istruttoria è quella che negli uffici di primo grado ha pienamente coinvolto gli addetti all’Upp: assistenza al magistrato, gestione delle istanze, valutazione delle prove da ammettere e della regolarità delle notifiche, verbalizzazione delle escussioni testimoniali e predisposizione di provvedimenti da adottare in udienza. Una prima valutazione dei risultati ha rilevato “un importante incremento del numero dei provvedimenti resi in udienza”.

Monitoraggio UPP - slide 7
Monitoraggio UPP – slide 7

Da ultimo, ancora una informazione ci arriva dal monitoraggio: alla data del 30 giugno 2022 sono stati rilevati 152 uffici per il processo presso le Corti d’appello e 691 presso i Tribunali, mentre prima del Pnrr se ne contavano 83 tra i primi, 308 tra i secondi. Passi avanti devono ancora esser fatti, però, per la creazione e distribuzione di questi nuovi uffici.

Circolare del 28 dicembre 2022

Report

Presentazione del monitoraggio

 

Monitoraggio trimestrale 7 novembre 2022