Ventennale del GOM. Perché è stato creato e che cosa fa

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Il Gruppo Operativo Mobile (GOM) nasce nel 1997, su iniziativa dell’allora Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Michele Coiro, quando il Corpo di polizia penitenziaria assume su di sè l’incarico del servizio traduzioni dei detenuti, svolto fino a poco prima dallo SCOP, Servizio di Coordinamento Operativo Polizia Penitenziaria, dell’Arma dei Carabinieri.

Il provvedimento diventa un vero e proprio decreto ministeriale istitutivo del Corpo due anni più tardi, esattamente il 19 febbraio 1999, a firma del Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, quando a dirigere il Dipartimento c’è già Alessandro Margara.

Successivamente, il 4 giugno del 2007 un nuovo decreto del Ministro dell’epoca, Clemente Mastella, precisa e definisce meglio servizi e struttura e, infine, il 28 luglio 2017, sempre con Decreto ministeriale, firmato da Andrea Orlando, viene affidato al GOM anche il compito di gestire i detenuti ristretti per reati di terrorismo, anche internazionale, anche se sottoposti a regime diverso da quello dettato dall’articolo 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, per il quale, in effetti, il reparto speciale nasce. Inizialmente, infatti, gli era stato affidato il compito di provvedere al servizio di custodia dei detenuti sottoposti al cosiddetto “carcere duro”, che però loro preferiscono definire “carcere sicuro”. Inoltre, provvede alla vigilanza e all’osservazione dei detenuti che collaborano con la giustizia, fra quelli individuati come di maggior esposizione al rischio; alla traduzione e al piantonamento di detenuti e internati ritenuti dalla Direzione competente ad alto indice di pericolosità, anche a causa della loro posizione processuale.

Il Gruppo Operativo Mobile è un ufficio di livello dirigenziale, con sede centrale a Roma, e opera alle dirette dipendenze del Capo del Dipartimento che ne nomina il Direttore, affidando l’incarico a un dirigente superiore del Corpo per non meno di tre e non più di cinque anni, prorogabile per una sola volta, per un biennio. La struttura prevede anche dei reparti operativi mobili istituiti presso istituti penitenziari e servizi territoriali dell’amministrazione penitenziaria per il tempo necessario all’espletamento di servizi in queste sedi. La dotazione organica è di circa 600 persone ma può essere incrementata per periodi determinati e particolari e motivate esigenze operative. Il reclutamento viene fatto ogni due anni tra il personale appartenente ai ruoli non direttivi del Corpo, l’incarico è temporaneo, per non meno di quattro anni, ed è necessaria la disponibilità a raggiungere qualunque sede del GOM.

Numerosissime sono le operazioni alle quali ha preso parte il personale dei GOM, da solo o assieme ad altri reparti delle Forze dell’Ordine. Grazie alla loro opera sono emersi i legami con cui si stringono i rapporti fra le potenti famiglie della criminalità organizzata. E centinaia sono state le giornate di piantonamenti gestite da loro su richiesta della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, per la sorveglianza in luoghi di cura esterni, di soggetti socialmente molto pericolosi e ad alto rischio di evasione. Recentemente è stata incrementata la loro attività anche da una fattiva collaborazione con l’Autorità giudiziaria, fornendo spesso ulteriori elementi di carattere investigativo per indagini particolarmente delicate.