“Rafforzare approccio comune, l’Italia c’è”

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Valutare la possibilità di aggiornare la definizione di terrorismo, introdotta dall’art. 1 della Convenzione di Varsavia del 2005, per rafforzare la capacità della comunità internazionale di rispondere alle minacce terroristiche. L’eventuale ridefinizione verrebbe poi sottoposta all’esame dei rappresentanti degli Stati membri del Consiglio d’Europa. Con questo obiettivo si è svolta oggi nella sala Falcone del Ministero una riunione del Comitato di Esperti in materia di terrorismo (CDTC) del Consiglio di Europa. Ai lavori del sottogruppo hanno partecipato esperti di 18 Paesi, oltre al rappresentante dell’Unione Europea e a quelli del Segretariato generale del Consiglio d’Europa, che hanno condiviso esperienze e conoscenze. Le precedenti riunioni del Comitato ristretto, presieduto da Nicola Piacente, hanno condotto alla adozione delle Raccomandazioni in materia di “tecniche speciali di indagine e gravi forme di criminalità” e in materia di “terroristi solitari”, che rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza dei cittadini europei.

Nel suo intervento introduttivo il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ha sottolineato “l’impegno in prima linea dell’Italia per favorire l’adozione e lo sviluppo di strategie e punti di vista comuni tra i vari Stati impegnati nella battaglia contro il terrorismo, sia incrementando l’intervento normativo penale comune sia consolidando la cooperazione investigativa”. Il Guardasigilli ha voluto anche ricordare Giovanni Falcone, “autentico modello per il nostro Paese nella battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata e precursore dell’approccio internazionale alle sfide poste da terrorismo e mafie”.

Bonafede ha espresso, infine, la propria gratitudine “per il lavoro svolto, con competenza e spirito di servizio, dal gruppo di esperti a beneficio della sicurezza dei cittadini e per la tutela dei loro diritti fondamentali, primo tra tutti quello della libertà”.