Un ponte di libri dal Mediterraneo a Regina Coeli
30 Maggio 2024
Kutub Hurra – Un ponte di libri attraverso il Mediterraneo nasce per favorire il dialogo interculturale in carcere attraverso opportunità di lettura ai detenuti arabofoni e l’utilizzo dei libri come strumento di emancipazione culturale. Più che un progetto una sfida se le due realtà che lo hanno ideato “l’ONG UPP – Un ponte per… e l’associazione tunisina “ Lina Ben Mhenni” hanno anche l’obiettivo di rendere il mare Mediterraneo da “muro orizzontale che aumenta le distanze tra una parte del mondo e l’altra” a “un mare di umanità, un ponte tra occidente e oriente, tra nord e sud”.
Il ‘ponte’ raggiunge oggi la casa circondariale di Roma Regina Coeli, ma ha già toccato le carceri di Livorno, Gorgona, Pisa, Firenze Sollicciano e Padova Due Palazzi oltre al minorile di Roma Casal Del Marmo. Un bilancio attuale di circa 300 libri in lingua araba donati alle biblioteche e il coinvolgimento di circa 1000 detenuti arabofoni in laboratori interni, reading e in 10 incontri di condivisione di buone pratiche organizzati insieme ad altre 8 associazioni attive nelle varie realtà e a 4 garanti dei diritti dei detenuti.
Sono stati proprio gli operatori dell’area trattamentale di Regina Coeli, dove mancano libri in lingua araba benché i detenuti potenziali fruitori siano 200, a contattare UPP per attivare il progetto.
Le donazioni arrivano dall’associazione Lina Ben Mhenni e da una libreria libanese mentre, per rifornire la biblioteca dell’IPM di Casal del Marmo, è stato promosso il progetto “Libro sospeso”.
“Siamo entrati lo scorso anno a Casal del Marmo con FuoriRiga, associazione che opera nel minorile di Roma e che, tra le altre cose, ne gestisce la biblioteca dal 2014– racconta Giovanna Gagliardi di Un ponte per… – Abbiamo portato una cinquantina di titoli, organizzato delle letture e fatto una chiacchierata con dei ragazzi italiani e arabofoni. Durante l’evento ci è stato illustrato il valore della lettura nel percorso di detenzione. Poi sono iniziate le donazioni anche ad altri istituti d’Italia e abbiamo creato una rete di nazionale di scambio di buone pratiche”.
Una rete che continua ad allargarsi: a breve il progetto raggiungerà anche gli istituti penitenziari di Viterbo, Genova Marassi , Milano San Vittore, Napoli Poggioreale e la casa circondariale di Padova.