In Lombardia una ricerca sulle misure alternative al carcere
26 Settembre 2024
Perché detenuti che hanno tutti i requisiti per ottenere misure alternative, in Italia continuano a rimanere in carcere?
Intende dare una risposta a questa domanda il progetto “L’accesso alle misure alternative: una ricerca sulle persone detenute negli istituti penitenziari italiani” finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Unione Europea nell’ambito del piano “Next Generation EU”.
Lo studio è oggetto di un accordo operativo sottoscritto dall’Amministrazione Penitenziaria e dalle Unità di ricerca delle Università degli Studi di Milano Bicocca, dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e dell’Università degli Studi di Brescia. Secondo quanto convenuto nel protocollo, i ricercatori potranno accedere e utilizzare, nel rispetto delle norme sulla privacy, i dati quantitativi e qualitativi necessari per effettuare la ricerca relativi alla popolazione penitenziaria della Lombardia, campione ritenuto rappresentativo dello stato di detenzione in Italia. Previste anche interviste ai detenuti previo consenso degli stessi.
Il protocollo è stato firmato da Giovanni Russo, Capo dell’Amministrazione penitenziaria, dalla principal investigator Claudia Pecorella per l’Università di Milano Bicocca, dalle associate investigator Melissa Miedico e Luisa Ravagnani rispettivamente per le Unità di ricerca delle Università Bocconi e di Brescia.