IA, Nordio: “Grande opportunità se gestita con cervello e cuore”
11 Ottobre 2024
“Non dobbiamo avere paura delle nuove cyber innovazioni e tantomeno dell’Intelligenza Artificiale perché si tratta di creazioni dell’uomo che devono essere gestite dal cervello e soprattutto dal cuore umano”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento di saluto all’evento collaterale del G7 a Presidenza italiana “Spazio virtuale. Le garanzie di giurisdizione nella resilienza e nella difesa della sicurezza nazionale” che si è tenuto nella Sala delle conferenze internazionali del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Fondazione Vittorio Occorsio.

I lavori, preceduti dai saluti di Vittorio Occorsio, co-fondatore della omonima Fondazione, Riccardo Guariglia, segretario generale del Maeci, Fabio Pinelli, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Silvana Sciarra, presidente della Scuola superiore della magistratura, e da Giuseppe Amato, procuratore generale della Corte d’appello di Roma, sono stati aperti dal Guardasigilli. A seguire gli interventi di Keiko Kono, esperta del processo AI di Hiroshima, e Imogen Shon, vice direttore dell’Istituto di sicurezza AI del Regno Unito, con una relazione sulle “Nuove frontiere dell’IA e sui loro effetti sulla sovranità nazionale e l’efficacia dell’esercizio della giurisdizione”, e di Paola Severino, presidente della Luiss school of law, con una relazione sull’ “Attuazione della giurisdizione penale nello spazio virtuale”.
“L’intelligenza artificiale è un prodotto dell’uomo che potrà replicare qualcosa ma mai creare. Gli strumenti tecnologici non sono mai buoni o cattivi in sé, ma sono neutrali. Non esiste una forma di intelligenza che possa sostituirsi o surrogare l’intelligenza umana, che ha la capacità non solo di distinguere il logico dall’illogico ma anche il bene dal male. Se riusciremo a governare bene queste nuove tecnologie avremo delle grandi opportunità ma se le useremo male favoriremo l’inserimento delle grandi organizzazioni criminali in nuovi ed inesplorati contesti”, ha concluso il Guardasigilli.