Premio Maurizio Costanzo per il teatro in carcere
23 Ottobre 2024
“Oggi celebriamo un regalo postumo che Maurizio Costanzo ci ha lasciato”. Così Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, commenta l’accordo tra Ministero della Giustizia-DAP e Associazione Maurizio Costanzo, sottoscritto stamane al Teatro Parioli Costanzo di Roma, lo stesso dove il giornalista per 25 anni tenne il suo celebre show serale.
Sono circa 150 i laboratori di teatro presenti in 191 istituti penitenziari e 120 le compagnie composte da detenuti, secondo riportati da un recente monitoraggio della Direzione Generale Detenuti e Trattamento del DAP e riferiti da Russo. Dalla quasi totalità delle risposte pervenute dalle aree pedagogiche dei penitenziari, oltre alla valenza educativa sul singolo detenuto emerge che l’esperienza teatrale allevia le tensioni e incide positivamente sul clima generale dell’istituto, migliorando il benessere della popolazione reclusa e degli operatori. E’ questo uno dei presupposti su cui si basa il protocollo d’intesa firmato oggi dal sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove per il ministero della Giustizia, dal capo del DAP e da Camilla Costanzo, presidente dell’Associazione che porta il nome di suo padre Maurizio.

La presentazione del protocollo – a cui hanno assistito anche 50 allievi agenti di Polizia Penitenziaria della Scuola Giovanni Falcone e 13 allievi commissari della Scuola Piersanti Mattarella – è stata l’occasione per sottolineare l’impegno personale nella lotta alla mafia del giornalista, che fu bersaglio, insieme alla moglie Maria De Filippi, dell’attentato di Via Fauro nel maggio 1993. “Un uomo dal coraggio civico straordinario, che entrò nelle carceri per osservare, non per giudicare”, ha detto il sottosegretario Delmastro Delle Vedove, ricordando la trasmissione “Altrove” realizzata nel 2006 da Costanzo interamente all’interno della Casa circondariale di Velletri per descrivere la vita quotidiana di detenuti e personale di Polizia Penitenziaria. “Per la prima volta – ha sottolineato il sottosegretario – raccontò le carceri facendo parlare anche le donne e gli uomini con la divisa”.
“Ricordiamo tutti il suo forte impegno mediatico per portare la lotta alla mafia a livello popolare”, ha aggiunto Giovanni Russo. “Il suo obiettivo era quello di sottrarre uomini alla criminalità organizzata, che è anche il nostro stesso obiettivo”.

L’Associazione si impegna a promuovere all’interno degli istituti penitenziari iniziative sia di carattere prettamente teatrale, sia attività di formazione teorico-pratica sui “mestieri” legati alla professione teatrale. L’istituzione del “Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri”, momento centrale dell’intesa, costituisce lo strumento attraverso il quale “premiare le realtà teatrali d’eccellenza presenti nel circuito penitenziario italiano, fornire alle stesse visibilità a livello nazionale e promuovere l’immagine del teatro in carcere presso la comunità esterna”. Il testo teatrale che risulterà vincitore sarà messo in scena il 20 maggio 2025 al Teatro Parioli Costanzo.
“La passione di papà per il teatro e per le battaglie civili si fondono in questo Premio dedicato alle carceri. Siamo molto emozionati per questa iniziativa che abbiamo fortemente voluto insieme all’energia di tutti quelli che hanno gli hanno voluto bene” ha commentato Camilla Costanzo.
“Il trattamento e la rieducazione – ha concluso il sottosegretario – si fanno anche e soprattutto attraverso il teatro, col fine di restituire cittadini alla società. Sono molto contento che con questo Premio il recupero si faccia con l’equilibrio che contraddistingueva Maurizio Costanzo”.