Nordio: “Separazione carriere, punto centrale programma governativo”
2 Dicembre 2024
“La separazione delle carriere, che di fatto in buona parte già esiste con l’ordinamento della Cartabia, é accompagnata da due riforme che sono ancora più importanti: il sorteggio di parte del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare”.
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nell’intervista rilasciata a Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha affrontato i tanti temi della giustizia, partendo proprio dalla riforma che, come comunicato dalla Presidente Giorgia Meloni “al Governo e ai relativi partiti della maggioranza, il Parlamento avrebbe dovuto mettere al centro del calendario”. Riforma che é diventata di fatto “la battaglia identitaria del governo”, “forse anche la più fattibile”.
Sollecitato sul ruolo del magistrato, interprete della legge o colui che si adopera per applicarla, il Guardasigilli ha precisato che “il magistrato ha come punto di riferimento la legge ordinaria: nel momento in cui dubitasse della sua compatibilità con la Costituzione, deve rivolgersi alla Corte costituzionale ma non può scavalcare la legge ordinaria applicando direttamente la Costituzione”.
E poi ancora riferimenti a uno studio di Marcello Pera, condotto nell’ambito della prima Commissione bicamerale e che intende portare nel confronto con la magistratura, a proposito del concetto di imparzialità del giudice – molto più che del Pm, considerato “una parte, come l’avvocato, quindi con una libertà molto maggiore di esprimersi, perché non decide niente”.
Altri e tanti i temi, a partire dall’immigrazione e dalla definizione di ‘paese sicuro’ per passare a quello delle intercettazioni, esagerate, infinite o a strascico, per finire parlando della situazione delle nostre carceri e dell’alto numero di suicidi, 83 fino a oggi: “Il problema é grave, esiste, e noi non ci sottraiamo” ha ammesso il Ministro “ma questo problema c’entra fino a un certo punto con il sovraffollamento carcerario. C’entra prima di tutto la capacità delle istituzioni di saper organizzare le carceri”. Sul tavolo della discussione diverse sono le soluzioni: una di queste, la nomina del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, ma anche l’espulsione dei detenuti stranieri, la detenzione differenziata per detenuti tossicodipendenti e le riflessioni sulla carcerazione preventiva, perché, conclude il Ministro: “Sarebbe sufficiente intervenire sui detenuti in attesa di giudizio (il 25% della popolazione carceraria) per risolvere molti problemi legati al sovraffollamento”.