Nordio: “La corruzione è causata anche dalle troppe leggi”

Palazzo della Farnesina
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

In occasione della Giornata Internazionale Anticorruzione, si è tenuto alla Farnesina, Sala della conferenze internazionali, l’incontro “L’impegno della politica estera italiana nel contrasto alla corruzione ed al crimine organizzato transnazionale”, organizzato dal Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, in collaborazione con i ministeri della Giustizia e dell’Interno

All’evento è intervenuto in videocollegamento il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha partecipato alla sessione politica di apertura, assieme al ministro degli Esteri e vice Presidente del Consiglio, Antonio Tajani,  e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Il Guardasigilli ha ricordato come la radice della corruzione interna risieda nella “proliferazione normativa e la sua complessità: se devi bussare a cento porte invocando cento leggi diverse è probabile che resteranno chiuse fino a quando qualcuno proporrà un modo per ‘ungere’ la serratura”, tanto da creare una comunione d’interessi tra corrotto e corruttore. Quanto alla corruzione transnazionale, richiamando la fondamentale eredità di Giovanni Falcone “Follow the money” e l’evoluzione tecnologica degli strumenti illeciti, Nordio ha invocato la necessità di un cambio di strategia: “I pagamenti non avvengono più cash, ma attraverso le transazioni internazionali e per queste transazioni le organizzazioni criminali si servono sempre più spesso dei canali informatici, di piattaforme criptate, domani anche dell’intelligenza artificiale”. Un panorama, ha concluso il Ministro, di fronte al quale non dobbiamo farci trovare impreparati, se non indifesi.

Presiedendo l’evento della Farnesina, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta a fenomeni criminali sempre più invasivi: “Siamo impegnati – ha dichiarato – non solo in termini di prevenzione e contrasto, ma anche per favorire la promozione e lo sviluppo della cultura della legalità, della trasparenza e dell’integrità a livello nazionale, europeo ed internazionale. La corruzione è infatti un fenomeno che con una dimensione transnazionale sempre più forte: di fronte a queste sfide nessuno Stato può agire da solo.”

Nel corso del suo intervento il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rivendicato l’efficace azione dell’Esecutivo in un settore essenziale per lo sviluppo dell’Italia: “La lotta alla corruzione è un tema di assoluta centralità nell’agenda del Governo e del mio Dicastero. Essa, infatti, non solo rafforza le istituzioni e crea fiducia nei cittadini, ma è cruciale per il Paese, l’economia e il benessere collettivo”.

Ha fatto seguito una seconda sessione  dedicata agli aspetti di enforcement – ‘Il modello italiano di contrasto alla corruzione connessa al crimine organizzato: sfide e risultati’ – aperta dal Segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, con la partecipazione del Segretario Generale dell’Ocse, Mathias Cormann, e di alti esponenti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanzia e della Polizia Penitenziaria.

L’incontro si è chiuso con un ‘Dialogo pubblico-privato e società civile. Il modello di integrità delle imprese italiane all’estero’, con la partecipazione tra gli altri della professoressa Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’Amministrazione, Giuseppe Busia, presidente dell’Anac, e Nicola Allocca, presidente del Comitato anticorruzione dell’Ocse.

Il modello italiano di contrasto alla corruzione ed al crimine organizzato transnazionale verrà ulteriormente valorizzato attraverso l’avvio di tre programmi di assistenza tecnica in favore dei Paesi latino americani, affidati all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza ed alla Polizia di Stato.