La Pira e Perucatti, pionieri della pena umana e giusta
13 Dicembre 2024
“Grazie per avermi dato la possibilità di avvicinare un problema così tragicamente umano da Lei trattato in modo tanto vivo ed efficace” scriveva il 26 marzo 1956 Giorgio La Pira, al tempo sindaco di Firenze, a Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano di Ventotene, nella lettera che accompagnava l’invio di denaro per l’acquisto di alcune copie del libro “Perché la pena dell’ergastolo deve essere attenuata”.
Nel suo saggio, Perucatti anticipa riflessioni e persino riforme legislative realizzate vent’anni dopo, frutto della sua esperienza concreta di innovatore che era riuscito a trasformare uno dei simboli più cupi di un carcere afflittivo in un luogo di riscatto e speranza.

Giorgio La Pira era al primo mandato come sindaco e visitava spesso il carcere fiorentino, ascoltando e aiutando come poteva i detenuti. I due avevano in comune la formazione giuridica, la fede cattolica ma, soprattutto, condividevano l’idea della centralità dell’individuo secondo la tradizione cristiana.
La lettera è stata trovata dalla storica Rosa Cirone durante le ricerche d’archivio compiute per la stesura della biografia dedicata a Perucatti, di prossima pubblicazione. L’originale è stato consegnato dalla famiglia alla Fondazione Giorgio La Pira che ha dedicato alle due grandi figure il convegno “ Questione carceraria e umanità della pena, Un ricordo di Giorgio La Pira ed Eugenio Perucatti” tenutosi a Firenze, nella sede di Villa Ruspoli il 9 dicembre scorso.

Nell’incontro, che si è sviluppato attorno alle relazioni di Silvia Costa, già commissaria straordinaria del Governo per il recupero del carcere di Santo Stefano, Guido Garavoglia, presidente dell’associazione per Santo Stefano, sono stati affrontati temi legati all’attuazione dell’articolo 27 della Costituzione e alla funzione rieducativa della pena carceraria. Al dibattito hanno preso parte anche Emilio Santoro e Giuseppe Caputo (Università di Firenze e “L’altro Diritto”), il Consigliere nazionale UCOII Hamdan Al Zeqri e Salvatore Nasca, già Dirigente dell’esecuzione penale esterna per la Toscana e l’Umbria.