Contributo unificato: modico acconto per agire in giudizio

Camera dei Deputati
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Nella prima formulazione, la misura prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze si era guadagnata la definizione di  “barriera blocca-processi”: si sarebbe trattato infatti di subordinare l’accesso effettivo al diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti a un adempimento fiscale quantificabile, in base al valore della controversia, anche in diverse centinaia di euro, fino ad arrivare a 1686 euro per cause di valore superiore a 520mila euro.

Grazie all’impegno del Ministero, anche a seguito di interlocuzioni con il Consiglio Nazionale Forense, durante la notte tra il 17 e il 18 dicembre, la Commissione Bilancio della Camera ha trovato un accordo sul nuovo testo: per scongiurare l’estinzione della causa sarebbe stato sufficiente pagare solo un acconto pari a 43 euro. L’intesa ha così semplificato il pagamento e razionalizzato le procedure di recupero del gettito erariale, nel rispetto delle tutele costituzionali che garantiscono l’accesso alla giustizia. Ora la Manovra passa all’Aula.

Resta comunque fermo l’impegno assunto dal dicastero della Giustizia nell’individuare un altro veicolo normativo per introdurre le ulteriori disposizioni in materia di contributo unificato, già condivise con l’istituzione forense, volte alla riduzione in misura percentuale degli attuali importi dovuti, nei casi di comportamento virtuoso nell’assolvimento dell’obbligo tributario.