Auguri dal carcere. Storie natalizie di buona volontà
21 Dicembre 2024
Il calore e la solidarietà tipici del Natale entrano nelle carceri, grazie alle molte iniziative di istituzioni e società civile. Dall’ormai consueto pranzo stellato di “L’ALTrA Cucina”, ai “libri sospesi”, alle occasioni di riscatto per i detenuti tramite il lavoro, alcune storie per avvicinare il “dentro” al “fuori”.
Chef e vip in carcere con “L’ALTrA Cucina…per un Pranzo d’Amore”
Chef stellati e vip, insieme, per cucinare e servire le persone detenute. Anche quest’anno, il 19 dicembre, l’evento “L’ALTrA Cucina…per un Pranzo d’Amore” ha portato buon cibo e convivialità in 44 penitenziari italiani.
L’iniziativa, giunta ormai all’11ᵃ edizione e promossa dalle associazioni Prison Fellowship Italia onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS, con il patrocinio del Ministero, ha visto la partecipazione di 46 esperti dell’alta cucina: 25.000 i piatti serviti in totale nelle carceri. Tra i camerieri d’eccezione, la comica Michela Giraud, i giornalisti Felicita Pistilli e Giuseppe Cruciani, il calciatore Nicola Legrottaglie, le presentatrici Serena Bortone e Paola Perego, e tanti altri.
Da Milano a Padova, ai detenuti si regalano libri
La biblioteca del carcere di Bollate accoglierà i libri regalati da chi vive fuori dal penitenziario. L’iniziativa di solidarietà è stata lanciata da due librerie indipendenti di Milano, Gogol & Company e Scamamù. Chiunque può scegliere uno o più volumi per i detenuti, e anche lasciare una dedica.
Edizioni Messaggero Padova, in occasione del Giubileo, ha invece lanciato il “Libro sospeso“: si possono acquistare online uno o più libri e recapitarli alle associazioni che si occupano del recupero dei detenuti in Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Sardegna.
Nel carcere di Lecce l’antica arte del panettone
Sono quattro, e a breve saranno in cinque, i detenuti specializzati nella produzione di panettoni della casa circondariale di Borgo San Nicola (Lecce). Allestito nel 2019 in collaborazione con il Ministero nell’ex carcere minorile, il laboratorio di pasticceria è stato voluto da Davide De Matteis, fondatore di un noto bar della città pugliese entrato anche nella guida del Gambero Rosso.
“Le persone che compiono errori meritano una seconda possibilità”, ha raccontato De Matteis al Corriere del Mezzogiorno. “Lo scorso anno, due lavoratori, finita la pena, hanno trovato lavoro in pasticcerie del Barese: questa è la soddisfazione più grande”.
A Trento, presto un locale per dare lavoro ai ristretti
In primavera aprirà a Trento un ristorante pizzeria aperto al pubblico, dove verranno impiegati i detenuti del vicino penitenziario. L’annuncio oggi, durante una conferenza stampa promossa dalla procura della Repubblica di Trento. Il locale, realizzato con moduli prefabbricati in legno e con un costo di realizzazione di circa 300mila euro, sorgerà nei pressi del carcere.
In prospettiva, il ristorante diventerà uno dei tanti bicigrill – punti di ristoro lungo i percorsi ciclopedonali – sparsi nella provincia autonoma. “Si tratta di un’idea che ho sempre coltivato, fin dai tempi dell’esperienza nell’antimafia”, ha spiegato il procuratore Sandro Raimondi. “Se ce la facciamo, vorremmo aprire entro la prossima Pasqua, contando sulla Provincia e sul Comune di Trento per l’organizzazione della struttura e sulla scuola di Levico per la formazione”.
Uta apre le porte alle famiglie
“Vivere fuori sapendo che tuo padre o tua madre sono dentro significa vivere male. Ancora di più quando tutti sono impegnati a decorare alberi, comprare regali, preparare le feste di Natale”. A dirlo al Corriere della Sera sono i promotori della Festa di Natale in carcere, che il 16 dicembre scorso ha permesso alle persone detenute della casa circondariale di Uta di stare con la propria famiglia.
Una giornata con musica e giochi, che ha visto la partecipazione dello street artist Manu Invisibile. L’obiettivo è mantenere, o ricucire, quel legame allentato dal carcere tra genitori e figli.