Amministrazione della Giustizia, la relazione del ministro Nordio
22 Gennaio 2025
Chronos e kairòs; il fattore tempo, la capacità di fare le cose al momento opportuno. Su queste due direttrici, il guardasigilli Carlo Nordio ha illustrato nell’aula del Senato la consueta relazione annuale sull’amministrazione della Giustizia.
La stabilità di governo ha consentito di fare un bilancio che si colloca circa a metà legislatura, “circostanza mai verificatasi finora lungo l’arco di quasi ottant’anni di storia repubblicana”, ha sottolineato il Ministro.
Nel sintetizzare quanto più diffusamente scritto nella relazione, il Guardasigilli ha esordito con gli obiettivi Pnrr. “Grandi risultati” sono stati raggiunti; merito della magistratura, che ha lavorato “in modo competente e duraturo a contribuire a raggiungerli”.
Sull’arretrato civile pendente al 2019, con un target fissato a -95% entro lo scorso dicembre, Nordio ha ricordato che “al 31 ottobre 2024 presso le Corti di Appello è stata registrata una riduzione del -99,1%, mentre presso i tribunali ordinari è stata registrata una riduzione del -91,7%”. Lo stesso vale per il disposition time, che registra “nel primo semestre del 2024 una riduzione del – 22,9% nel settore civile e del -32,0% in quello penale”.
Nordio ha poi evidenziato i risultati sul fronte del personale di magistratura: quattro i concorsi banditi e altri in programma che porteranno, entro il 2026, a colmare quell’organico cronicamente carente del 20%.
Il Ministro non ha nascosto le criticità del processo penale telematico – che “ha richiesto e richiederà un notevole sforzo finanziario”, oltre che “di immaginazione e di organizzazione”. Il Guardasigilli ha però assicurato che queste difficoltà “entro la fine dell’anno saranno superate e rientreremo nei vincoli del Pnrr”.
E poi, le carceri. Ribadendo la novità della figura di un commissario “che porterà efficienza e rapidità sui problemi connessi all’edilizia penitenziaria”, Nordio ha ricordato le tre direzioni di medio periodo per ridurre il sovraffollamento. Anzitutto, la previsione di una “detenzione differenziata per i tossicodipendenti”; inoltre, le espulsioni delle persone detenute provenienti da Paesi extra Ue e, infine la limitazione della carcerazione preventiva, “visto che – ha precisato il Ministro – abbiamo il 20 per cento di persone in carcere che sono ancora presunti innocenti”.
Infine, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere, che il 16 gennaio ha ricevuto il primo via libera. Nordio ha messo in gioco “la consapevolezza intellettuale e l’impegno morale di chi per oltre quarant’anni ha indossato la toga del magistrato” nel ribadire che il pubblico ministero non sottostarà all’esecutivo.
“Postulato assoluto” che, ha aggiunto, “è garantito dalla norma positiva, che attua il principio costituzionale secondo cui la giurisdizione si attua mediante il giusto processo, dove le parti sono in condizioni di paritá davanti al giudice terzo e imparziale”.
Nel pomeriggio, il Ministro ha illustrato la relazione alla Camera dei deputati.
Approfondimenti
Carceri, Nordio: le misure per contrastare il fenomeno dei suicidi
Nordio: assunzioni triplicate, investimenti superiori al passato