Carinola: dall’agricoltura nuove opportunità per i detenuti

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Con il progetto C.R.eA. – Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura, la casa di reclusione ‘G.B. Novelli’ di Carinola (CE) recupera pienamente la sua vocazione originaria di colonia agricola. Inaugurata nel 1982 con questa funzione, fu poi destinata alla  massima sicurezza e, dal 2017, alla reclusione.

Circondato da ettari di terreno in una zona tra le più fertili d’Italia, l’istituto si appresta a diventare un’esperienza avanzata di agricoltura e trasformazione di prodotti, realizzata grazie a una rete di istituzioni penitenziarie, cooperative sociali e associazioni agricole locali e regionali.

Il progetto è stato presentato ieri dal Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania, Lucia Castellano e dal direttore della Casa di Reclusione, Carlo Brunetti,  nel corso di un evento che ha visto la partecipazione del presidente del’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Riccardo Turrini Vita.

Presenti anche rappresentanti delle realtà coinvolte: le Cooperative Sociali Terra Felix, La Strada, L’uomo il legno, le aziende agricole Naturiamo e Rusciano con il supporto della Federazione Provinciale di Coldiretti Caserta.



C.R.eA. prevede la coltivazione di oltre sette ettari di terreno in campo aperto, dove i detenuti potranno essere coinvolti nelle diverse fasi produttive, dalla semina alla raccolta, fino alla trasformazione dei prodotti in conto terzi agli agricoltori del territorio ed agli altri Istituti Penitenziari della regione.

Anche se ieri si è tenuta l’inaugurazione ufficiale, alcune delle attività previste da C.R.eA sono iniziate da tempo. Vi lavorano quattro detenuti già  esperti mentre nei  terreni crescono ortaggi biologici, coltivati con pacciamatura realizzata con teli compostabili e resi biodegradabili anche dall’olio di semi di cardo, coltivato dalla cooperativa “Terra felix” sui terreni confiscati alla mafia. Da dove arrivano anche, destinati alla trasformazione, funghi cardoncelli e altre specialità.

Il laboratorio, finanziato dalla Cassa delle Ammende, rappresenta il nucleo del progetto in quanto la trasformazione dei prodotti  aggiunge  altri due obiettivi al progetto: dare visibilità a quanto si produce in carcere e realizzare un legame stabile con tutto il mondo dell’agricoltura sociale, in fase di crescita e di conquista di sempre nuovi mercati.