IA, Nordio: “Tecnologia non creativa, ma imitativa”
5 Febbraio 2025
L’IA imita, non crea. È questo il tema al centro del videomessaggio del guardasigilli Carlo Nordio in occasione della presentazione del report “Le sfide dell’intelligenza artificiale – Il diritto di fronte all’innovazione, l’innovazione come diritto”. Il rapporto verrà presentato oggi pomeriggio presso la sede della fondazione Luigi Einaudi ed è redatto da Giovanni Guzzetta, ordinario di diritto pubblico all’Università Roma Tre.
Un’opportunità, l’IA, che non scalza “il ruolo dell’uomo, la sua capacità senziente e la capacità di ragionare in modo articolato”, dice il Ministro. E sulle negatività di questa nuovissima tecnologia, Nordio fa riferimento ai passi avanti del Venice Justice Group, istituito all’indomani del G7 Giustizia di Venezia: “stiamo elaborando – annuncia il Guardasigilli – linee guida e direttive, proprio perché ci siamo resi conto che, specie nel settore giustizia, questa novità costituisce un’opportunità, ma anche un rischio”.
Sul contenuto del report del professor Guzzetta, Nordio sottolinea come in esso emerga “la necessità di un bilanciamento” nell’approccio, “perché IA non è solo soluzione tecnologica o un’opportunità economica, ma può anche essere un mezzo per ampliare i diritti fondamentali delle persone”.
Ma il punto debole dell’intelligenza artificiale è l’assenza di creatività: “ogni forma di imitazione è senza cuore e senza anima”, sottolinea il Ministro. “L’intelligenza artificiale potrebbe ricostruire, sulla base dei rapporti armonici esistenti, una suite di Bach nuova. Ma – osserva ancora il Guardasigilli – si tratta di forme vuote, menti imitative che non hanno nulla di originale perché non hanno nulla di creativo”.
Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto al convegno, ha valorizzato l’IA come “strumento di sviluppo, ma anche da cui bisogna proteggersi e che aiuta a proteggere. Non può dunque avere un`unica forma di regolamentazione; si pensi ad esempio alla scienza, alla medicina e alla giustizia”.
Alla discussione hanno partecipato il senatore Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica; Giusella Finocchiaro, professoressa di diritto privato e diritto di Internet all’Università di Bologna; Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi.