Da Sciacca a Trieste: solidarietà e allegria per il Carnevale in carcere

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Per Mimmo Borgo, coreografo e direttore artistico della scuola di ballo Starlight di Salerno, la danza può migliorare ambienti come il carcere dove chi è impegnato a lavorare al proprio cambiamento può essere favorito da un clima di vitalità e serenità. Per questo il maestro ha scelto di donare uno spettacolo ai detenuti della casa di reclusione di EBOLI e ai loro familiari per festeggiare insieme in allegria il ‘Giovedì grasso’. Gli allievi della scuola si sono esibiti in un coinvolgente programma di standard, latini, caraibici, swing e coreografici.

Non solo danza ma anche momenti di poesia, musica e prosa sono state le proposte dello spettacolo andato in scena giovedì 28 febbraio nella casa circondariale di SCIACCA, istituto inserito nel circuito tradizionale dei cortei mascherati grazie al progetto Allegria in libertà promosso dal Comune di Sciacca-Assessorato alle Politiche Sociali assieme alla Direzione del carcere in collaborazione con l’associazione di Volontariato AVULSS e con l’istituto “Don Michele Arena”. Tra i protagonisti, Peppe Nappa, maschera della Commedia siciliana dell’Arte e personaggio dello storico carnevale di Sciacca, evocato da un suo presunto fratello segreto, un detenuto che ha recitato un monologo scritto da Ignazio Assenzo. Inni tradizionali e brani più recenti del Carnevale sono stati cantati da Vincenzo Turturici e ballati dal gruppo coreografico diretto dal maestro Calogero Dimino. “Ho già collaborato con coreografie a uno spettacolo realizzato in carcere – racconta Dimino – ed era stata un’esperienza positiva che mi ha portato ad accogliere con entusiasmo la proposta di collaborare ad Allegria in libertà coinvolgendo questa volta i miei allievi. Prima di esibirsi all’interno dell’istituto penitenziario qualcuno di loro ha mostrato curiosità, altri timore. Ma al termine dello spettacolo erano tutti colpiti dalle emozioni che hanno letto nei volti del pubblico, felici di aver donato gioia e di aver permesso a persone detenute di partecipare a un momento di festa cittadino, al punto che hanno chiesto di rinnovare l’esperienza il prossimo anno”.
L’evento avrà infatti una continuità, secondo quanto assicurato dalla sindaca Francesca Valenti e dall’assessore Gisella Mondino: “L’obiettivo è quello di includere l’istituto di Via Gerardi dentro la festa, in modo attivo e partecipe, portando gioia e allegria alla popolazione carceraria e ai suoi operatori”.

Nella casa di reclusione di PALIANO, invece, il ‘Sabato grasso’ è stato un pretesto per un concerto musicale offerto dall’associazione di volontariato attiva nell’Istituto.

Molti volontari, sparsi in tutta Italia, hanno curato animazione e feste nelle sezioni che ospitano bambini con madri detenute, negli ICAM (Istituti a custodia attenuata per madri), nelle ludoteche. Momenti “riservati” di spensieratezza e intimità familiare per genitori e bambini davanti ai quali anche lo sguardo della stampa e l’obiettivo della macchina fotografica si arrestano.

Da operatori penitenziari, un’iniziativa dedicata ad altri bambini meno fortunati, quelli ricoverati negli ospedali triestini. Il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha aderito alla Festa in maschera organizzata a Trieste il 1° marzo da altri sindacati di forze di polizia i cui proventi sono sati destinati all’associazione Astro (Associazione triestina ospedaliera per il sorriso dei bambini onlus) che da vent’anni offre vicinanza e aiuto ai minori costretti a vivere una degenza in ospedale e alle loro famiglie.

Il Carnevale nel carcere di Sciacca

Le foto sono state realizzate da Giuseppe Pantano