Ingiusta detenzione, i dati dall’ultima Relazione
25 Febbraio 2025
552 ordinanze di pagamento emesse dalle Corti d’appello; valore complessivo degli indennizzi, 26,9 milioni di euro. È la dimensione economica della riparazione per ingiusta detenzione nel 2024, emersa dall’ultima Relazione pubblicata sul sito del Ministero.
Ogni anno le Corti d’appello definiscono una media di 1.218 procedimenti. Nel 2024 sono stati 1.293: il 45,6% si è concluso con un provvedimento di accoglimento, il 49,7% di rigetto. Un dato che, sottolineano gli uffici che hanno compilato la relazione, conferma un trend di approssimativa equivalenza: la media annua è del 46,6% di procedimenti definiti con un accoglimento e del 49,4% con un rigetto.
I distretti con il maggior numero di procedimenti sono, in media, quelli di Napoli, Reggio Calabria, Catanzaro e Roma. Nel 2024, il maggiore numero di provvedimenti di accoglimento si registra nelle sedi di Catanzaro (117), Reggio Calabria (62), Palermo (57), Roma (48), Bari (44).
L’importo degli indennizzi varia sensibilmente da distretto a distretto e di anno in anno. Valori significativi si segnalano a Bari (solo per il triennio 2018-2020), Catania, Catanzaro, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Roma. In testa Reggio Calabria e Catanzaro per importo medio annuo: rispettivamente, circa 7 milioni di euro e circa 4 milioni.
Nel 73% dei casi, l’accoglimento deriva da provvedimenti dove si accerta l’estraneità della persona ai fatti contestati; nel 27%, si tratta di misure cautelari illegittime, a prescindere dalla decisione di condanna o assoluzione.
La riparazione per ingiusta detenzione, prevista dal codice di procedura penale (art. 314), risponde a un diritto soggettivo dell’imputato al riconoscimento di un indennizzo per la misura custodiale ingiustamente subita prima dell’emissione di una sentenza.
L’istituto è diverso dall’errore giudiziario (articoli 643 e seguenti c.p.p.): in questo caso, per avere diritto alla riparazione è necessaria la revoca della sentenza di condanna ingiusta e la sostituzione con una decisione di proscioglimento, all’esito di un procedimento di revisione.
In copertina: Alberto Sordi in “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy, 1971.