Riforma giustizia, Ucpi incontra Meloni. Nel pomeriggio l’Anm
5 Marzo 2025
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro della giustizia, Carlo Nordio, e del Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, ha incontrato questa mattina a Palazzo Chigi la delegazione dell’Unione delle Camere penali italiane, guidata dal presidente Francesco Petrelli.
“E’ stato un incontro molto approfondito – ha dichiarato Petrelli al termine dell’incontro – abbiamo toccato tutti i temi che riguardano la riforma costituzionale della separazione delle carriere e invitato il Governo ad andare avanti, senza tentennamenti, sulla via di questa riforma fondamentale, che restituisce ai cittadini il giusto processo attraverso l’istituzione, finalmente, di quel giudice terzo che è scritto nella nostra Costituzione all’articolo 111, ma di fatto non è mai stato realizzato”. In una nota diffusa da Palazzo Chigi la presidente Meloni ha ringraziato gli avvocati “per il grande lavoro” che svolgono quotidianamente “al servizio della giustizia, dei cittadini, delle famiglie e delle imprese di questa nazione”.
Alle 15:30 sarà poi la volta di Cesare Parodi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, accompagnato dal segretario Rocco Maruotti e dal vicepresidente Marcello De Chiaria.
L’obiettivo dell’Anm, come ha spiegato più volte il presidente Parodi, è spiegare le ragioni tecniche e non politiche per cui i magistrati si oppongono alla riforma Nordio, intendendo così “ripristinare un rapporto normale, fisiologico tra organi e poteri dello Stato”. Il Governo conferma che si tratta di un momento di ascolto, “pronti a sentire quello che avranno da dire, con grande attenzione”.
La stampa ha approfondito il documento con cui l’Anm si presenterà all’incontro: ‘Una giustizia più efficace’. Otto i punti che schematizzano la posizione dell’Associazione, dall’assunzione di almeno mille nuovi magistrati nei prossimi cinque anni alla revisione delle piante organiche degli uffici giudiziari sulla base degli effettivi carichi di lavoro, dagli interventi urgenti sull’edilizia giudiziaria alla necessità di un piano straordinario di assunzioni di personale amministrativo. E ancora, nel documento si chiede la stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo, applicativi informatici adeguati e una qualche riflessione sulle tempistiche di utilizzo di App, l’applicativo del processo penale telematico. Ultimo punto del documento è la richiesta dell’Anm di “promuovere una maggiore interscambiabilità tra le funzioni” perchè si ritiene che “la limitata possibilità di cumulare esperienze di giudicante e requirente riduce la qualità della giurisdizione”.