La riforma in cammino sulle orme di Giuliano Vassalli
10 Marzo 2025
Giurista, eroe della Resistenza. Ma anche profeta. Giuliano Vassalli, protagonista di Il Dubbio del lunedì, ci ha visto lungo: una riforma del processo in senso accusatorio senza separazione delle carriere è una riforma a metà. Lo disse sulle pagine del Financial Times al giornalista Torquil Erikson, mentre era in corso l’iter di approvazione del codice di procedura penale che porta la sua firma.
“Parlare di sistema accusatorio – evidenziò, sul Dubbio l’intervista integrale – laddove il pubblico ministero è un magistrato uguale al giudice … che continuerà a far parte della stessa carriera, degli stessi ruoli… essere colleghi eccetera, è uno dei tanti elementi che non rendono molto leale parlare di sistema accusatorio“. Un’etichetta forse sleale, ma ottimistica, scrive Oliviero Mazza, per evitare che tutto rimanesse com’era.
Sono passati 36 anni dall’entrata in vigore, e oggi è in atto il percorso per completare quell’opera, con la riforma costituzionale voluta dal guardasigilli Carlo Nordio. Il Ministro ricorda spesso il suo illustre predecessore: fu infatti in via Arenula dal luglio 1987 al febbraio 1991, accompagnando la sua riforma del processo penale dalla gestazione fino ai primi passi.

Una “vita favolosa”, quella di Giuliano Vassalli, che Il Dubbio ricostruisce a partire dalla militanza antifascista. Impossibile la rocambolesca fuga di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat dal carcere di Regina Coeli, il 24 gennaio 1944, senza gli ordini di scarcerazione procurati da Vassalli e da Massimo Severo Giannini. Un’impresa che gli valse la medaglia d’argento al valor militare e la croce di guerra.
Ne esalta la figura il contributo di Giovanni Maria Flick, che di lui ricordò l’appassionato impegno civile e la caratura professionale: “fu la dimostrazione vivente della sinergia che vi deve essere tra la teoria e la pratica del diritto penale, fra l’approfondimento dei diritti fondamentali nelle aule universitarie e la loro difesa concreta nelle aule giudiziarie“. Ma anche l’intervista di Gennaro Grimolizzi all’avvocata Paola Balducci, che considera Vassalli il suo maestro: “capì per primo che l’Unione europea doveva nascere sui diritti“.