Premio De Sanctis, Nordio: “In carcere bisogna portare cultura”
12 Marzo 2025
“Il nostro obiettivo è quello di portare la cultura nelle carceri, attraverso la lettura dei grandi classici”. Parla dell’iniziativa “Libri Liberi”, il ministro Carlo Nordio, nel suo intervento alla presentazione del premio De Sanctis 2025 nella sala polifunzionale di palazzo Chigi. La rassegna, patrocinata dal Ministero e organizzata dalla fondazione De Sanctis, è partita il 6 marzo da Rebibbia. L’iniziativa prevede 12 tappe negli istituti di pena per adulti e minori.
“Sarebbe un privilegio poter partecipare attivamente a queste letture”, aggiunge il Ministro, che vorrebbe leggere in un istituto minorile, “penso al Beccaria” di Milano, un racconto di Anatole France, “uno dei miei autori preferiti”. In particolare il Crainquebille, la storia di un venditore ambulante che, per aver offeso un vigile, entra in un interminabile “vortice giustizialista, o giudiziario”, dice Nordio. Un’opera importante, che tratta di “lotta del potere nei confronti della persona debole, ed è la lotta del debole contro la ottusità delle leggi e anche di alcuni magistrati”.

“Portare nelle carceri questi messaggi di cultura, dalla letteratura alla poesia, ai drammi”, conclude il Guardasigilli, “significa portare un soffio di speranza ma anche dare un piccolo messaggio a quelli che ‘controllano’ queste persone; il faro dev’essere il vero frutto della saggezza, cioè il dubbio”.
Alla presentazione sono intervenuti anche i ministri per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, degli Esteri, Antonio Tajani in videocollegamento, e dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. A introdurre, il presidente del premio De Sanctis, Gianni Letta. L’attrice Serena Autieri è intervenuta con la lettura di “il Mezzogiorno e lo Stato unitario”, un brano di Francesco De Sanctis, noto critico letterario, filosofo e ministro che dà il nome al premio.