Nordio: “Su responsabilità operatori protezione civile, medici e forze ordine eccessivo penalismo, necessarie modifiche”

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È necessario rimodulare la responsabilità penale degli operatori di protezione civile, ma anche delle forze dell’ordine e dei medici. È quanto affermato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenuto agli Stati generali della Protezione civile presso la sede di Confindustria a Roma.

Queste categorie, ha sottolineato il Guardasigilli, sono «sottoposte a procedimenti penali che si concludono nel nulla, dopo aver provocato un patrimonio di sofferenze, incertezze, costi che poi si rivelano ingiustificati».

Per il Ministro, in attività delicate come quelle di protezione civile bisogna intervenire su tre fronti: la responsabilità colposa nel codice penale, il reato omissivo (art. 40 c.p.) e l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Elementi sostanziali e processuali su cui Nordio ha proposto ai Ministri presenti agli Stati generali un tavolo di confronto. Terminato l’iter della «madre di tutte le riforme» – dice Nordio, riferendosi alla riforma sulla separazione delle carriere – «ci dedicheremo anche a questo e sarà una svolta epocale».

«Non c’è di peggio che lavorare senza serenità – ha concluso il Guardasigilli -; questo vale per il medico, che attua la medicina difensiva, vale per il carabiniere, che ha paura di esercitare la legittima difesa, e vale per voi, perché se una persona deve temere di essere incriminata perché non ha saputo prevedere un terremoto, a quel punto cambia mestiere».