Cnf, Nordio: “Avvocato, pm e giudice, i protagonisti del processo”

CNF - inaugurazione AG 2025 - Nordio interviene (foto Ministero della giustizia)
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“Ritengo che apparteniamo tutti a una grande famiglia e, in questo senso, vorrei esordire dicendo che la cosiddetta cultura della giurisdizione deve essere interpretata come convergenza nella dialettica processuale da parte dei tre protagonisti del processo medesimo: l’avvocato, il Pubblico Ministero e il giudice”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense che si è tenuto questa mattina a Roma, presso l’Auditorium Antonianum.

La cerimonia è stata aperta dalla relazione inaugurale del presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, cui hanno fatto seguito gli interventi del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, in rappresentanza personale della presidente del Consiglio, del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, e della Prima Presidente della Suprema Corte di cassazione, Margherita Cassano. Hanno preso la parola anche il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, e la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria, Carolina Lussana.

CNF - Inaugurazione anno giudiziario 2025 (foto Ministero giustizia)

CNF – Inaugurazione anno giudiziario 2025 (foto Ministero giustizia)Il Guardasigilli durante l’intervento ha fatto riferimento, oltre alla già prevista partecipazione degli avvocati in tutte le Commissioni istituite presso il Ministero, anche alla decisione di  “inserirli nel nostro ufficio legislativo. Un momento di grande svolta epocale”.  Molti ancora gli argomenti affrontati, tra i quali il sovraffollamento delle carceri. Il Ministro ha spiegato: “stiamo agendo in tre direzioni” a seconda che si tratti di detenuti stranieri “per i quali stiamo cercando di contattare e contrattare con i Paesi di provenienza perché possano scontare la pena nel loro paese di origine”; detenuti tossicodipendenti “che non sono criminali da punire ma malati da curare in comunità”, oppure, in attesa di giudizio, “e considerato che una buona parte di questi alla fine viene assolto – ha sottolineato – e la loro detenzione si verifica a posteriori ingiustificata, tra l’altro con perdite e spendita enorme di risorse da parte dello stato per il risarcimento per la iniqua detenzione, stiamo lavorando, e siamo già abbastanza avanti, sulla revisione dei criteri circa l’applicazione della custodia cautelare”.

“Credo che un buon giudice debba aver effettivamente svolto il ruolo di pubblico ministero, ma debba anche aver rivestito il ruolo di avvocato, perché altrimenti é un giudice monco” ha proseguito il Guardasigilli. “Nel mio mondo ideale, un domani, dovremmo avere diciamo una giurisdizione veramente composta di avvocati, di pubblici ministeri e di giudici che siano tra di loro interscambiabili. Per adesso – ha poi concluso – accontentiamoci di applicare il precetto costituzionale che il giudice deve essere terzo imparziale e che, per arrivare a questo, la separazione delle carriere è ovviamente condicio sine qua non”.

Al termine della cerimonia, si è tenuta la messa in suffragio del Presidente Emerito del Cnf, Guido Alpa, presso la Basilica di Sant’Antonio in Laterano.