Teramo, detenuti in pellegrinaggio alla Scala santa di Campli
8 Maggio 2025
Ventotto gradini di legno d’ulivo. Una scala che questa mattina 19 persone detenute del carcere di Teramo, in permesso premio, percorrono al santuario di Campli. Uomini e donne in pellegrinaggio e in ascesa, verso un cambiamento possibile. Secondo la tradizione, attraversando questo luogo suggestivo, risalente al ‘700 e finemente affrescato, si ottiene l’indulgenza. In cima, la cappella Sancta Sanctorum.
L’iniziativa, coordinata dalla direttrice della casa circondariale Lucia Avantaggiato, è il culmine del progetto “Il Giubileo spiegato ai detenuti: dal perdono alla Speranza”. Un percorso a cui hanno aderito 60 detenuti del circuito di media sicurezza a trattamento intensificato. Tra marzo e aprile, le persone ristrette si sono ritrovate nella cappella del penitenziario per riflettere, insieme a diversi esperti, sul Giubileo della speranza voluto da Papa Francesco e su temi religiosi.

Tutto è cominciato il 12 marzo con l’accensione della lampada giubilare, consegnata tramite i cappellani a ogni istituto penitenziario. Durante il primo incontro, le donne del laboratorio di sartoria del carcere di Teramo hanno consegnato 10 drappi arredo a don Lorenzo, sacerdote del santuario della Divina misericordia di Pescara.

Le detenute e i detenuti in pellegrinaggio oggi sono accompagnati dal professor Nicolino Farina, esperto della Scala Santa, per approfondire gli aspetti storico-artistici del luogo. Poi il pranzo al sacco al convento benedettino di San Pietro, offerto dalla comunità di Campli e dai volontari della casa circondariale; alle 17, dopo la Messa, il rientro in istituto.
“La persona detenuta non è solo il reato commesso; ha anche tante altre positive risorse”, commenta la direttrice Avantaggiato. “Il carcere – prosegue – può essere una seria opportunità di cambiamento nel bene, se con vera libertà si percorre un cammino di speranza, con l’aiuto di tutti e di ciascuno, senza facili etichettamenti e sterili pre-giudizi. Il primo requisito per realizzare il cambiamento è crederci!”.