Il carcere “Senza parole” premiato al teatro Parioli Costanzo
21 Maggio 2025
Ieri sera lo storico palcoscenico del Maurizio Costanzo Show ha ospitato un evento straordinario: il premio dedicato al grande giornalista e autore, una iniziativa che mira a valorizzare i progetti teatrali realizzati all’interno degli istituti penitenziari e a promuovere il teatro come strumento di riscatto e integrazione.
Tra le 26 opere inviate dalle compagnie teatrali, la giuria composta dal conduttore Pino Strabioli, dall’attore Valerio Mastandrea, dal giornalista Paolo Conti e dalla presidente dell’associazione “Voglia di Teatro”, Brunilde Di Giovanni, ha selezionato la sceneggiatura scritta dai detenuti della casa circondariale Sanquirico di Monza, con il supporto della Compagnia teatrale dei “Geniattori”.
Attraverso la voce narrante del regista Mauro Sironi, i sette attori-detenuti hanno presentato lo spettacolo “Senza Parole”, un’opera che esplora le emozioni e le storie di chi vive l’esperienza del carcere.
La serata del teatro Parioli Costanzo è stata condotta da Camilla Costanzo che, assieme ai fratelli e agli amici più stretti del padre, scomparso nel 2023, ha deciso di creare un’associazione impegnata nel portare il teatro negli istituti penitenziari ma anche nel valorizzare gli ambienti interni delle carceri romane come oggetto per le prossime produzioni.
L’evento ha rappresentato un’opportunità unica per il pubblico di assistere a una performance autentica e commovente, frutto di un percorso di crescita personale e professionale dei detenuti coinvolti nella pratica teatrale.
Doverosi i ringraziamenti al dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, al capo Dap facente funzioni Lina Di Domenico e a tutto il personale presente che, assieme ai sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove, per la Giustizia, e Wanda Ferro, per l’Interno, hanno consentito la realizzazione dello spettacolo di fronte a ospiti illustri del mondo della cultura.
Iniziato sulle note di “Vivere” di Vasco Rossi, lo spettacolo ha messo in scena con ironia e malinconia una giornata-tipo dei detenuti: 11 quadri che ripercorrono il tempo del carcere, che a volte non scorre mai.
Gli 11 quadri raccontano le emozioni che scandiscono i diversi momenti detentivi: dall’ingresso in istituto con le foto segnaletiche, allo svolgimento delle attività lavorative, al passaggio del carrello del vitto fino ai colloqui con i familiari, attimi di gioia e di dolore. E poi, ancora, l’ora d’aria, la scelta del programma televisivo da guardare in cella, i pasti condivisi fino alla conclusione della pena, che porta con sé ansie e timori per il mondo che li aspetterà.
Non sono mancati momenti di leggerezza, con l’imitazione di Maria De Filippi, presente in platea , i cui programmi “in carcere sono un momento istituzionale”, come dice uno degli interpreti di “Senza parole”, ma anche momenti di riflessione, come la lettera di un detenuto alla figlia che si é definito “papà per una sola volta alla settimana”.

Il direttore commerciale del Teatro Parioli Costanzo, Fabrizio Musumeci, ha consegnato un premio in denaro alla compagnia teatrale “Geniattori”, fondata nel 2012 da un gruppo di attori amatoriali di Monza, con lo scopo di far appassionare i bambini alla magia del teatro.
“Poetici, ironici, leggeri” é stato il commento di Pino Strabioli, che ha annunciato la prossima pubblicazione del testo per la casa editrice “La Ribalta”, nella collana dedicata al teatro.
Massimo Giletti, facendo riferimento a momenti difficili e sottolineando l’importanza di non fermarsi mai di fronte alle difficoltà, ha ricordato l’attentato a Maurizio Costanzo del 1993, che segnò la sua carriera.
Rita Dalla Chiesa, ha sottolineato come “Costanzo avrebbe amato questo spettacolo per le risate amare e per la lettera del padre a una figlia, perché è stato il primo ad interessarsi del sociale ed è stato capace di scavare nell’animo umano, andando oltre le apparenze”. Si è poi soffermata su un ricordo del padre, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che si recava in carcere per andare a trovare il brigatista Patrizio Peci, donandogli dei libri a testimonianza del fatto che tentare di comprendere chi ha commesso degli errori può infondergli speranza.
Hanno contribuito allo splendido omaggio a Maurizio Costanzo il comico Giobbe Covatta e il produttore Aurelio De Laurentis; quest’ultimo, per riallacciarsi al titolo dello spettacolo, ha sottolineato come il vero cinema sia nato muto e non abbia bisogno di parole.
La serata si è conclusa con l’intervento del sottosegretario Delmastro Delle Vedove, che ha ricordato come Maurizio Costanzo sia stato il primo giornalista a dar voce a chi opera in carcere, garantendo le esigenze di sicurezza e trattamento. Ha poi ringraziato il corpo di Polizia penitenziaria che ha contribuito allo svolgimento di una serata che, attraverso il teatro, ha raccontato storie di vita, di cambiamento e di rinascita. Infine, si è complimentato con i detenuti per aver dimostrato che la bellezza può arrivare ovunque, anche nei luoghi ristretti.
Viola Mancuso