Willem Dafoe incontra i detenuti del carcere di Venezia
28 Maggio 2025
Incontro straordinario oggi con i detenuti della casa circondariale di Venezia dell’attore Willem Dafoe, presidente della Biennale Teatro accompagnato da Pierangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia.
Nel corso della visita, l’artista ha assistito a una breve rappresentazione teatrale curata dalla compagnia interna diretta da Michalis Traitsis, regista e pedagogista impegnato da molti anni in progetti trattamentali all’interno dell’Istituto. L’esperienza ha profondamente colpito Dafoe: “Quello che ho visto è vero teatro. Teatro che a volte si trova in luoghi diversi dai circuiti commerciali”, ha commentato l’attore che ha manifestato il desiderio di tornare per condurre personalmente dei laboratori teatrali con i detenuti.

Il presidente della Biennale Buttafuoco, insieme a Dafoe, ha espresso inoltre la volontà di avviare un progetto stabile all’interno del carcere: uno spazio permanente dedicato alla sperimentazione teatrale e agli incontri culturali, che possa accogliere eventi, artisti, esperienze di dialogo e formazione.
È già stata individuata un’area inutilizzata dell’istituto da riconvertire in questo nuovo polo culturale, che nascerà grazie al patrocinio e al sostegno del presidente Buttafuoco e potrà accogliere ospiti di rilievo nazionale e internazionale.
Durante la giornata, è stato inoltre donato a Willem Dafoe un oggetto simbolico di straordinaria potenza evocativa: una scultura realizzata da un appartenente alla Polizia Penitenziaria, che rappresenta il Goblin – personaggio iconico spesso associato al male e interpretato dall’attore in Spiderman – nell’atto di aprirsi il petto, rivelando al suo interno una maglia con la scritta “Polizia Penitenziaria”. Alla base dell’opera, la frase “Everyone can change”: un messaggio universale di trasformazione e riscatto, che riflette il cuore della missione educativa e umana che ogni giorno si rinnova in istituto.

“Un ringraziamento sincero alla Biennale, alle istituzioni, alle associazioni e a tutte le realtà che contribuiscono, con passione e visione, al percorso di recupero dei detenuti”, ha commentato il direttore dell’istituto Enrico Farina, che ha aggiunto: “Sono orgoglioso di rappresentare questa comunità luogo in cui la bellezza che la circonda dialoga con la sofferenza affrontata ogni giorno con umanità e competenza dalla Polizia Penitenziaria e dal personale civile. In questa cornice, l’arte e la cultura diventano veicoli di trasformazione, inclusione e rinascita”.