Carceri, ecco il piano di Nordio per ridurre il numero di detenuti

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Indulto e liberazione anticipata sono inutili per ridurre il sovraffollamento. Ne è convinto il guardasigilli Carlo Nordio, intervistato da Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera di oggi.

“Nel luglio 2006, con il governo Prodi – sottolinea il Ministro dati alla mano -, la popolazione era di 60.710 detenuti. Con l’indulto ne fu liberato il 36%. Tre anni dopo erano arrivati a 63.472, con una crescita costante e una recidiva del 48”.

Nordio conferma quanto sta facendo il Ministero. “Ci stiamo occupando – prosegue – di 10.105 detenuti definitivi, con pena residua sotto i 24 mesi, che possono fruire di misure alternative”. La valutazione va però fatta caso per caso; quindi, precisa il Guardasigilli, “spetta ai magistrati di sorveglianza decidere se ne abbiano il diritto”. Con loro, aggiunge, “abbiamo avviato un intenso confronto e li ringraziamo, ma sono pochi, come i loro assistenti”. Proprio per rafforzare l’organico, ieri sera è stato diffuso un interpello per 112 tra funzionari e assistenti, da assegnare temporaneamente a uffici e tribunali di sorveglianza sparsi sul territorio.

 

Interpello straordinario per tribunali e uffici di sorveglianza

 

Quanto alle carenze tra le fila dei magistrati di questi uffici, “abbiamo sollecitato già nello scorso agosto il Csm a colmare i posti scoperti”, dice Nordio. Comunque, accanto all’interpello per gli amministrativi, il Ministero è al lavoro, assicura il Guardasigilli, per ampliare la “pianta organica dei magistrati di sorveglianza di 58 unità: due per ogni ufficio giudiziario”. Infine, parte dei 6.000 addetti all’ufficio per il processo che verranno stabilizzati “sarà assegnata alla magistratura di sorveglianza”.

Spazio ai fatti di stretta attualità, come l’indagine in corso a Milano sull’urbanistica. “Con la mia riforma – sottolinea il Ministro – oggi hanno tutti evitato il carcere”, riferendosi all’introduzione, con il ddl approvato nel luglio 2024, dell’interrogatorio preventivo all’applicazione della misura cautelare personale.

Infine, sull’utilizzo del cosiddetto ‘canguro’ durante l’esame parlamentare della riforma che introduce la separazione delle carriere, il Guardasigilli precisa: “L’opposizione ha fatto, come suo diritto, un rigido ostruzionismo. Noi, altrettanto legittimamente, ci siamo avvalsi dei regolamenti”.

 

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