Nordio: “Custodire la memoria delle vittime di mafia”

Sulla targa è scritto: "In questa stanza ha lavorato Giovanni Falcone come Direttore Generale degli affari penali dal 13 marzop 1991 al 23 maggio 1992" viene riportata una sua frase: "Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole".
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“Custodire la memoria delle vittime di mafia e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia e i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione della criminalità organizzata è un impegno, personale e istituzionale, che ho inteso onorare sin dall’inizio del mio mandato ministeriale”.

Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella lettera inviata  a Maria Falcone, presidente della Fondazione omonima, per informarla dell’intenzione di “consacrare definitivamente” alla memoria del fratello Giovanni la stanza in cui lavorò dal 1991, anno in cui fu nominato Direttore generale degli Affari penali, e fino al 23 maggio 1992, “e da cui partì in quella tragica giornata”.

Il Guardasigilli, ricordando come la stanza sia oramai da tempo uno “spazio fortemente simbolico” e luogo di visita per tutti coloro che si rechino al Ministero – e su cui dal 2020 è stata apposta una targa commemorativa -, invita la “cara Maria” a non far mancare il suo prezioso contributo, in termini ideativi e realizzativi, per un’iniziativa da svolgere congiuntamente in una delle prossime ricorrenze storiche, istituzionali o personali che hanno riguardato la vita professionale” del fratello.

“La collaborazione della Fondazione Falcone – ha concluso Nordio – è infatti fondamentale per dare pieno significato e pregnanza a questo progetto, ispirato al valore umano, professionale e civile che la figura di Giovanni Falcone continua a rappresentare per tutti noi”.