Nordio: “Con la riforma una giustizia più forte e più snella”
4 Agosto 2025
“La riforma della giustizia”, disegno ampio e articolato per rendere il sistema giudiziario italiano più efficiente ed efficace, “è la necessaria conseguenza del processo accusatorio introdotto 40 anni fa da Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza”. Così risponde il ministro Carlo Nordio al giornalista Francesco Zizi, in un’intervista pubblicata sul Tirreno in data odierna.
Rispetto al problema della lentezza dei procedimenti, il Guardasigilli pone l’accento sulle carenze degli organici, sia per quanto riguarda i magistrati, sia per il personale amministrativo. Rassicura che si sta procedendo a supplire alle lacune: “Noi, per la prima volta dopo 80 anni, colmeremo l’organico dei primi, per i quali sono conclusi, o sono in corso, ben 5 concorsi. Per i secondi abbiamo proceduto nei limiti delle risorse disponibili e, dopo l’incontro di questi giorni con il collega Giorgetti, contiamo di averne altre”.
Tra le modifiche necessarie della riforma vi è la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante: “il vantaggio per tutti sarà di avere veramente un giudice terzo e imparziale, come previsto dall’articolo 111 della Costituzione”, sottolinea il Ministro. La riforma, in altre parole, “ridurrà i poteri delle correnti e libererà la magistratura dai condizionamenti interni”.
Alla domanda sulla dibattuta abrogazione del reato di abuso di ufficio, Nordio conferma quanto la paura di incorrere nell’illecito abbia paralizzato, in passato, l’operato dei sindaci, con ricadute negative sugli esiti delle inchieste: “Meno dell’uno per cento delle indagini si concludeva con qualche risultato, peraltro modesto. In compenso, erano complesse e costose”.
Una riforma, dunque, che, negli intendimenti, va nel segno di una giustizia più forte e più snella.