Nordio: “Suicidi e sovraffollamento, problemi gravi ma non collegati”

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Sovraffollamento e suicidi. Due temi gravi, gravissimi “ma non connessi”, risponde Carlo Nordio, ministro della Giustizia, a Paolo Calia nell’intervista pubblicata oggi, 17 agosto, sul Messaggero: “Il sovraffollamento porta alla esasperazione più che alla disperazione, e quindi alla rivolta violenta più che all’autolesionismo”.

Anziani, non pochi, giovani, certo di più, ma “quello che più sconcerta è che molti si uccidono quando stanno per essere liberati” riflette Nordio. “Forse è la mancanza di prospettive, la paura del domani, il disorientamento nel rientrare in un mondo nuovo. Ma anche su questo stiamo operando con personale specializzato – prosegue Nordio – soprattutto trovando lavoro per chi in carcere ne ha appreso uno».

Un pensiero al giovane di 17 anni, che nel Cpa di Treviso ha messo in atto il suicidio. Soccorso tempestivamente dalla Polizia Penitenziaria dell’adiacente istituto penale minorile, che come ha detto il Ministro “ha fatto tutto quanto era necessario per salvarlo”, si é spento al Ca’ Foncello, dove era stato trasportato d’urgenza.

Di sovraffollamento il Ministro Nordio ha parlato anche con la Tribuna di Treviso, intervistato da Costanza Valdina, rilanciando la necessità di un cambio di rotta. Il sostegno psicologico – afferma – sarà il perno su cui costruire un nuovo equilibrio: «Abbiamo già stanziato e stanzieremo risorse importanti».

Ma non é tutto qui, perché Nordio ha parlato anche di “liberazione anticipata di chi potenzialmente ne avrebbe già diritto e di detenzione in comunità di molti tossicodipendenti”, rammentando che “sono situazioni che coinvolgono migliaia di detenuti”.

 

 

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