Nordio applaude Bellocchio: “Su Tortora ottuso errore giudiziario”
2 Settembre 2025
“Una fedele ricostruzione di una vicenda estremamente dolorosa”. È il commento a caldo del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla storia di Enzo Tortora così come ripercorsa dal regista Marco Bellocchio nella serie “Portobello”.
Prodotta da HBO, è stata presentata ieri sera alla Biennale, con la proiezione delle prime due puntate presso la Sala Grande del palazzo del Cinema al Lido di Venezia, tra applausi e una standing ovation.
Il Guardasigilli ha assistito alla prima; seduti accanto a lui il regista e l’attore Fabrizio Gifuni, che interpreta il noto giornalista vittima del più clamoroso errore giudiziario del recente passato. Tra i presenti, Gaia Tortora, e i direttori dei due penitenziari di Venezia, Enrico Farina (Santa Maria Maggiore) e Maurizia Campobasso (Giudecca).
Diverse le riflessioni suggerite da “Portobello” sulle possibili distorsioni del processo penale. Nordio, parlando con i giornalisti dopo la proiezione, ha citato l’utilizzo della carcerazione preventiva – “molte persone entrano in carcere salvo poi essere riconosciute innocenti” e “una parte della nostra popolazione carceraria cospicua è in attesa di giudizio”. E poi, la delicata fase di indagini: “molte vengono fatte frettolosamente e quando vengono riparati i danni nessuno riparerà il dolore e i costi che sono stati fatti subire”, ha sottolineato il Ministro.

Per il Guardasigilli “l’errore giudiziario è fisiologico nella professione del pubblico ministero”. Lui stesso, da magistrato a Venezia, avrà potuto commettere errori “mandando in prigione delle persone che poi sono state dichiarate innocenti”. Ma, ha proseguito, nella vicenda di Enzo Tortora, c’è un “accanimento”, un “pregiudizio” e una “cattiva fede, che è stata dimostrata in questo film da parte di alcuni magistrati; e se non è cattiva fede, è stata ottusità”.
Anche la penosa vicenda giudiziaria che ha coinvolto il giornalista ha portato a una revisione del codice di procedura penale. Il “codice Vassalli” del 1988 – accusatorio, garantista -, è stato “demolito, travisato, integrato e in parte anche imbastardito da tutta una serie di riforme che lo hanno snaturato”, ha detto il Ministro.
E, chiuso il capitolo della riforma costituzionale della magistratura, sarà necessario, per Nordio, riportare il codice “alle sue origini, che sono quelle garantiste”, così come volute dal suo autore, “Giuliano Vassalli, tra l’altro eroe della Resistenza, quindi non sospettabile di autoritarismo”.
Dal processo penale com’è, al processo penale come dovrebbe essere e sarà. Nell’agosto del 2026, ha ricordato il Ministro, “entrerà in vigore la riforma che abbiamo voluto noi, che è già legge”. È tra un anno, infatti, che “la magistratura sarà ad organico pieno” e che sarà possibile attuare appieno le misure, come l’ordinanza di custodia cautelare che verrà emessa da un collegio “e non da un solo giudice, come adesso”.
Ma i magistrati dovrebbero pagare per i propri errori? “È difficile dirlo, perché sono tutti assicurati”, ha detto Nordio ai giornalisti. Il magistrato che sbaglia per ignoranza della legge, o perché non conosce il caso, o per ottusità, per il Guardasigilli “deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere”.