Nordio: “Dalla Chiesa uomo di grande carisma e senso dello Stato”

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Questa mattina il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha partecipato a Milano alla cerimonia in ricordo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di polizia Domenico Russo, uccisi in un agguato mafioso il 3 settembre di 43 anni fa. La commemorazione si è tenuta presso il monumento al Carabiniere di piazza Diaz.

Dalla Chiesa, ha dichiarato il Guardasigilli ai giornalisti a margine dell’evento, “era un uomo di straordinario carisma, di grande senso dello Stato e anche di grande amabilità. Quindi è di particolare commozione rappresentare il governo ad una cerimonia di così alto significato”.

“Un ricordo affettuoso” lega il Ministro al Generale: “insieme abbiamo condotto le indagini sulla colonna veneta delle Br nel 1981-82”, ha detto. “Il ricordo più lacerante – ha proseguito – è l’incontro avvenuto a Venezia, pochissimi mesi prima della sua uccisione, quando era stato nominato prefetto ed era venuto a salutare noi della Procura, perché il nostro lavoro congiunto era stato essenziale nella demolizione della colonna veneta delle Brigate rosse”.

Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, si è unito al ricordo con un messaggio, sottolineando che “Dalla Chiesa è stato uomo di Stato nel senso più autentico del termine, servendo le istituzioni con indomita fedeltà, fino al sacrificio estremo. Attorno alla sua carismatica figura, oggi rinnoviamo il nostro impegno a contrastare con ogni mezzo la criminalità organizzata”.

La sera di quel tragico venerdì 3 settembre 1982 a Palermo, sicari della mafia affiancano la vettura sulla quale viaggiano Dalla Chiesa, allora prefetto del capoluogo siciliano, e la moglie, esplodendo 30 mortali raffiche di mitragliatrice. Viene colpita anche l’auto con a bordo l’agente di scorta, Domenico Russo: ferito gravemente, morirà dopo dodici giorni all’ospedale di Palermo.

Durante la cerimonia sono state deposte le corone d’alloro del Presidente della Repubblica, del Governo, delle Amministrazioni territoriali e dell’Arma dei Carabinieri. E’ stata poi data lettura della motivazione della Medaglia d’oro al valor civile conferita al Generale e verranno eseguiti il silenzio d’ordinanza e un momento di raccoglimento per i caduti.

Insieme al Ministro, hanno partecipato i familiari delle vittime, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il prefetto, Claudio Sgaraglia, l’assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, Romano La Russa,  il generale Riccardo Galletta, Comandante Interregionale dell’Arma dei Carabinieri e il dirigente di Polizia Penitenziaria Daniela Di Mase, direttore del NIR – Nucleo investigativo regionale.

Rita Dalla Chiesa, in occasione dell’anniversario, contattata da GNews ha ricordato: “Milano ha memoria e gratitudine per quello che ha fatto mio padre. Qui i Dalla Chiesa si sentono sempre accolti”. Tornato infatti in città, Dalla Chiesa, promosso al comando della divisione interregionale Pastrengo, mette a segno importanti successi contro le Brigate Rosse. In quel periodo venne arrestato Patrizio Peci e poco si convinse a collaborare: con le sue rivelazioni le Forze dell’ordine inflissero pesanti colpi all’organizzazione terroristica.

In tutta la sua carriera il Generale ha dimostrato di essere, “un uomo delle istituzioni, che ha amato lo Stato e i cittadini” e – ha concluso Rita Dalla Chiesa – la sua figura “va al di là del colore politico”.