Assoluzione stupro, il Ministero dispone “accertamenti preliminari”
11 Marzo 2019
La sentenza era stata emessa nel 2017 e riguardava una violenza commessa nel 2015 da due ragazzi originari del Perù ai danni di una loro amica, anche lei originaria del Perù, compagna di classe in una scuola serale di Ancona. Dopo una condanna in primo grado a 5 anni, per uno, e 3 anni, per un altro che si sarebbe limitato al ruolo di “palo”, la Corte d’appello di Ancona aveva ribaltato tutto e assolto gli imputati. La ragazza era troppo ‘mascolina’, poco attraente e poco credibile come vittima di stupro. Avallando argomenti dei due imputati, la sentenza – firmata da tre giudici donna -, stabiliva che la 22enne non fu né drogata né violentata. “La ragazza neanche mi piaceva”, era stata la linea difensiva del presunto autore dello stupro che aveva registrato il numero di telefono della compagna di classe con il nome di “Vikingo”.
Il verdetto è stato annullato dalla Cassazione e il processo d’appello bis si terrà presto a Perugia.
Oggi il Ministero della Giustizia ha chiesto che presso la Corte d’Appello di Ancona siano svolti “i necessari accertamenti preliminari”.
Davanti alla Corte d’appello di Ancona si è svolto un flash mob di protesta contro i concetti espressi dalla sentenza. All’iniziativa promossa dalla rete femminista Rebels Network e dal comitato Marche Pride, hanno aderito Cgil Cisl e Uil, associazioni femministe e tutela diritti: intonato coro “tremate tremate, le streghe son tornate” e su cartelli #vergogna e “magistratura deve fare formazione”.