Prison Got Talent: vince Tommaso con un pezzo di Alex Baroni
19 Settembre 2025
Un palco, una giuria, un pubblico caloroso e, ovviamente, dei talenti. Questi ingredienti c’erano tutti ieri pomeriggio per la finale di “Prison Got Talent”, nel teatro “Enzo Tortora” del carcere di Velletri.
A vincere il primo talent show in un penitenziario è stato Tommaso: napoletano, 38 anni, uscirà dal carcere a inizio ottobre. “Ho già fatto due dischi e voglio continuare a cantare”, ha detto orgoglioso con la coppa in mano. Tommaso ha conquistato la cima della classifica con un’ottima interpretazione di “Ultimamente” del compianto Alex Baroni.

Al secondo posto, ex aequo, si sono piazzati Aliu con una poesia che un giorno musicherà – in realtà è un brano rap – e Roberto. Tra i decani dell’istituto, Roberto è il cantastorie: ha raccontato al pubblico di un uomo che non ha ancora realizzato di essere uscito dal carcere. Ormai fuori, a casa, prova e riprova a parlare col suo “cellante” e si dispiace, quando si accorge che nessuno gli risponde.
Arrivano terzi, sempre ex aequo, Andrea che ha scosso il palco con la break-dance – chi non lo farebbe sulle note di “In Da Club” dei 50 Cent – e Andrea con il karate. Con l’autorizzazione della direttrice, si è fatto portare dentro il suo karategi, la divisa tradizionale dell’antica disciplina giapponese. Non deve entrare nella parte, perché ci è già da molto tempo. “Faccio karate dall’89, ho smesso quando sono entrato qui, 7 anni fa; non ho nessuno a cui insegnarlo. Sono cresciuto con i documentari di Bruce Lee”, dice dopo la vittoria.
Tra i premi consegnati ai vincitori, completi da calcio, cioccolate e biscotti.

Al di là dei talenti, “Prison Got Talent” è stata una prova di gioco di squadra per la comunità penitenziaria di Velletri. “La collaborazione tra di noi è essenziale; dove non c’è, è impossibile fare queste cose”, ha commentato la direttrice Anna Rita Gentile.
Sabrina Falcone, a capo di un’area giuridico-pedagogica composta tutta da ragazzi, ha scaldato il teatro in apertura del contest. “Il nostro obiettivo era proprio far capire che avete risorse che non conoscevate”, ha detto rivolgendosi ai finalisti. “Voi avete valore – ha proseguito -, che non cancella il danno che avete fatto alla società, però quello per cui lavoriamo tutti i giorni è rendervi consapevoli che ciascuno ha un valore. Compresi voi qui dentro”.

Essenziale per preparare i detenuti è stato anche l’aiuto della Polizia penitenziaria. Dall’ispettore capo Emiliano Proietti, che ha gestito la parte tecnica e seguito i concorrenti per tutta l’estate – alle semifinali erano in 40 -; all’ispettore Massimo Popolla, dispensatore di consigli su come stare sul palcoscenico. E poi, il commissario Egidio Cervini, che ha curato la gestione dell’evento.
La giuria era composta, oltre che dal personale dell’istituto, da ospiti d’eccezione. Rossella Brescia, conduttrice tv e voce nota agli ascoltatori di “Tutti pazzi per Rds”, ha commentato ciascuna delle performance dei finalisti che si sono avvicendati sul palco, congratulandosi e dando consigli. “Vi auguro di ricominciare dall’arte – ha detto durante la premiazione -, perché può essere veramente d’ispirazione per tutti voi e dà speranza e forza. Se si pensa a quello che succederà dopo attraverso l’arte, andrà tutto bene”.
“‘Prison Got Talent’ ha permesso ai finalisti di toccare realmente la loro realtà interiore attraverso l’arte, quindi fantastico: ha insegnato tanto anche a me”, ha commentato la cantante e giurata Lavinia Fiorani.
L’appuntamento è alla prossima edizione: “Prison Got Talent” non si ferma, come la scommessa di cercare – e trovare – nuovi talenti tra i detenuti.
