Riforma, il sì di Petrelli: “in prima linea per informare i cittadini”

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Un appello a non fare un uso politico del referendum sulla separazione delle carriere. Appello che proviene dal presidente dell’Unione delle camere penali italiane, Francesco Petrelli, intervistato sul Dubbio da Valentina Stella.

Oggi si apre il 20° congresso dell’Ucpi a Catania: un confronto tra esperti ed istituzioni su “La giustizia che sarà – Il giudice e le parti: ruoli, funzioni”. Al congresso interverranno, tra gli altri, il  guardasigilli Carlo Nordio in videocollegamento, e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.

Petrelli, insieme agli 11mila avvocati dell’Unione, è convintamente a favore della riforma costituzionale, della quale si attende il quarto e ultimo sì al Senato. Il presidente dell’Ucpi assicura che sarà “in prima linea nell’attività di comunicazione e di informazione dei cittadini”.

Il confronto con la magistratura è essenziale. E da questo punto di vista, Petrelli mette in guarda dalle “tensioni improprie”. “Credo che la tensione – prosegue Petrelli – caratterizzi piuttosto i rapporti fra politica e magistratura, perché è in quel campo che vi è interesse all’acquisizione di consenso”.

Tuttavia, il presidente delle Camere penali sottolinea che “il tema referendario è un altro, relativo al diritto o meno dei cittadini a un giudice terzo e quindi a una giustizia penale più efficace, più equilibrata e trasparente”.

Petrelli, in un altro passaggio dell’intervista, ricorda come la separazione delle carriere sia “una evidente conquista democratica”. Per il penalista, infatti, si supera definitivamente “quella ‘unità spirituale’ della magistratura proclamata nell’ordinamento giudiziario di Dino Grandi, guardasigilli di Mussolini”, per dare piena attuazione al processo penale accusatorio di Giuliano Vassalli.