Trento: fiorire in carcere curando il verde. Il Comune forma i detenuti

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Rimodellare le aiuole poste all’ingresso del carcere è stato il proposito di un progetto realizzato nella casa circondariale di Spini di Gardolo, organizzato in collaborazione con il Comune di Trento e il Liceo Antonio Rosmini. L’iniziativa, collegata alla manifestazione Fiori in centro, inaugurata a giugno di quest’anno nelle zone centrali della città, e proseguita con la conquista di luoghi periferici, ha previsto che quattro detenuti ammessi al lavoro all’esterno partecipassero a un laboratorio volto ad abbellire gli spazi tramite il verde.

La direttrice del carcere, Annarita Nuzzaci, racconta a Gnews che i detenuti, l’estate scorsa, hanno frequentato cinque lezioni “professionalizzanti”, finalizzate all’apprendimento di tecniche e procedure utili all’intervento di riqualificazione dell’istituto. Grazie ai tecnici del Comune di Trento, esperti nella creazione e nella tenuta del verde pubblico, e sotto la supervisione di Lucrezia Aielli, funzionario giuridico pedagogico del carcere, tra luglio e settembre i partecipanti sono stati protagonisti di questo percorso formativo e lavorativo, ponte tra il mondo carcerario e la comunità esterna. Al termine del programma di addestramento, i quattro detenuti hanno modellato le aiuole in forma di lettere, in modo da creare la scritta CC TRENTO. L’intento, chiarisce Nuzzaci, è “creare bellezza, opponendosi al brutto del carcere”; la zona in cui sono poste le aiuole, infatti, “è dentro l’istituto, fuori dalla zona detentiva”. Si tratta di “tamponare il grigiore di questo luogo”, prosegue la direttrice, e il progetto si inserisce in un insieme di iniziative alla cui realizzazione concorrono gli Enti locali e l’istituto di istruzione Rosmini, il quale cura, dentro il carcere, le lezioni scolastiche regolari e, grazie al volontariato degli operatori, eroga l’insegnamento anche durante i mesi estivi.

Grazie al corso di formazione professionale seguito dai detenuti, l’attività, promossa da Andreas Fernandez, assessore in materia di tutela e valorizzazione verde e parchi del Comune di Trento, ha raggiunto un luogo decentrato e marginale come il carcere, operando una scelta di inclusione, considerando le persone ristrette come parte della comunità, e l’istituto penitenziario come parte della città. Come dichiara ancora a Gnews la direttrice, la finalità del progetto è far sentire che il carcere, pur nella sua peculiare identità, è espressione della società trentina.

L’insegnamento erogato ai detenuti risponde sicuramente all’obiettivo di creare delle competenze professionali, trampolino di lancio per  un’occupazione lavorativa, una volta fuori dal carcere, e misura di contrasto alla recidiva. Al tempo stesso, l’impegno dei detenuti nel conferire decoro all’ambiente ribadisce la funzione rieducativa della pena e la possibilità di una palingenesi del recluso, stimolando una sensibilità nuova, che porti in sé la misura della collettività. “Bisogna dare ai detenuti una seconda chance”, conclude Nuzzaci, facendo diventare il carcere un luogo di rinnovamento e fioritura.