Nisida, Nordio: “Anche un solo ragazzo reinserito giustifica il lavoro di tutti”
16 Ottobre 2025
Nell’Istituto penale per i minorenni di Nisida, alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del sottosegretario Andrea Ostellari, della presidente della Luiss School of Law, Paola Severino, e di numerose autorità locali, si è tenuta la cerimonia per la raccolta fondi da destinare ai lavori di restauro del teatro intitolato a Eduardo De Filippo. L’iniziativa si inserisce nel programma per la celebrazione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa e rinnova il legame profondo tra il grande drammaturgo e i giovani di Nisida.
Nel 1981 Eduardo visitò personalmente i ragazzi dell’Istituto, offrendo loro sostegno e incoraggiandoli a non vergognarsi del passato ma a guardare al futuro con fiducia, valorizzando il loro talento attraverso il teatro: “Il teatro è un modo per vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” amava dire De Filippo. Da quell’esperienza nacque poi “Il mio film su Eduardo e quel teatro che salvò tanti ragazzi del carcere minorile di Nisida“ di Alfredo Cossu.

In apertura dell’evento, presentato dalla giornalista Gaia Tortora, il sottosegretario Andrea Ostellari ha ricordato le motivazioni che ne hanno guidato la realizzazione, restituire al teatro di Nisida la dignità che merita: “il teatro è officina di confronto e il luogo dove la parola si sostituisce alla rabbia, perché le parole possono cambiare le persone”, sottolineando che “il teatro si riaccende solo se tutti insieme lo crediamo possibile, così come per la giustizia minorile”.
Dopo i saluti del sottosegretario Ostellari, il capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha portato la sua storia personale di magistrato, vita scelta grazie alla passione per la letteratura. Ha poi augurato “a tutti i ragazzi di coltivare il sentimento d’amore che si chiama responsabilità” perché – ha proseguito – “si può riparare solo se si riconosce la responsabilità”.
I presenti hanno assistito alla proiezione del video dedicato a Eduardo, hanno riascoltato la voce del neoeletto senatore De Filippo che, nel 1982, nell’intervento di insediamento al Senato aveva richiamato l’attenzione proprio sui minori del “Filangieri”, quei ragazzi che un anno prima lo avevano accolto nel loro piccolo teatro.
A seguire, la proiezione di un estratto del film La salita di Massimiliano Gallo, che ha concorso di recente alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. L’opera è stata presentata da Riccardo Brun autore e sceneggiatore del film che da anni si spende nei laboratori all’interno delle carceri. Il film, ambientato nella Napoli del 1983, intreccia due vicende reali: il trasferimento di alcune detenute dal carcere di Pozzuoli a Nisida e il progetto teatrale guidato da Eduardo De Filippo. Il film, che fonde realtà e finzione, indaga il potere salvifico dell’arte, raccontando l’incontro tra un giovane recluso e una delle donne trasferite.

Paola Severino nel suo intervento, rammentando la visita di qualche tempo prima durante la quale aveva immediatamente assunto l’impegno di trovare fondi per il restauro del teatro, ha dato notizia della disponibilità di numerosi artisti contemporanei che doneranno le loro opere per la raccolta di fondi.
Nel corso dell’iniziativa, gli studenti della Luiss e i ragazzi dell’Istituto si sono confrontati sul tema della libertà, in un dialogo moderato dalla giornalista Gaia Tortora, con la partecipazione della professoressa Severino e del direttore de Il Mattino, Roberto Napolitano. I ragazzi prima dell’evento hanno dibattuto privatamente sui temi della responsabilità, della giustizia e della legalità. Ed è emersa nel confronto l’assenza di differenze tra i due gruppi, in cui la soggettività di ciascuno ha trovato spazio.

Tra gli interventi, anche quelli del Monsignor Davide Milani, Segretario generale della Fondazione Pontificia Gravissimum educationis, dell’attore Ninetto Davoli e di Samuele Carrino, attore del film sul cyberbullismo dal titolo “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.
A chiusura dell’evento il Ministro Nordio, ringraziando tutti per l’iniziativa, ha ricordato che “chi salva una vita salva l’umanità” e che “anche un solo ragazzo reinserito giustifica il lavoro di tutti”. “Coniugare l’arte con la giustizia è facile, perché la prima dà prospettiva all’altra – ha concluso – e la tutela della dignità e le attività intramurarie ne fanno parte, portando un significativo abbassamento della recidiva”.