IA, Ciriello: “un aiuto per gestire la domanda di giustizia”
29 Ottobre 2025
Al Salone della Giustizia in corso al Tecnopolo di Roma, si è discusso delle opportunità e dei rischi dell’IA nel panel “Intelligenza artificiale e la nuova frontiera del diritto”.
Moderato dalla giornalista di LaPresse Alessandra Lemme, il dibattito ha visto gli interventi di Antonella Ciriello, a capo del dipartimento per l’Innovazione tecnologica della giustizia del Ministero, Antonino La Lumia, presidente dell’ordine degli Avvocati di Milano, Carlo Foglieni, presidente Aiga, Andrea Vingolo, direttore generale Tinexta Visura, e il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli.
Antonella Ciriello ha spiegato la necessità di conoscere l’IA per governarla. “Una rivoluzione si governa quando si comprendono a fondo le potenzialità che ci sono in questa tecnologia, se controllata diventa un’intelligenza umana potenziata”, ha detto la responsabile del Dit.
“L’attività del giudicare in sé – ha proseguito – non può essere delegata all’intelligenza artificiale che svolge solo attività strumentali e organizzative. La tecnologia è uno strumento che può essere molto utile, l’IA può aiutare a gestire l’enorme domanda di giustizia che investe questo Paese”.
L’avvocato La Lumia ha considerato fondamentali due aspetti, formazione e sperimentazione: “Non è soltanto una formazione nozionistica ma deve essere anche tecnica, un giurista che voglia essere strumento di giustizia non può prescindere dal lato tecnico. Oggi la consapevolezza deve essere messa insieme alla competenza. L’agenda dell’innovazione forense traccia la rotta dell’avvocatura, la vera sinergia è tra le aziende e le istituzioni pubbliche, dobbiamo metterci in gioco dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, creare una piattaforma Italia che ci renda protagonisti”.
In videocollegamento da Bergamo, il presidente dell’Aiga, Carlo Foglieni, ha affermato la necessità di “alfabetizzare” i giuristi per conoscere gli strumenti tecnologici e coglierne le opportunità e di “affiancare le competenze classiche del giurista a quelle tecnologiche”.
Baldelli ha sottolineato che “l’Italia è il primo Stato membro dell’Ue ad avere una legislazione nazionale dopo l’introduzione dell’AI Act. La legge 132 è entrata in vigore il 10 ottobre, dà una serie di risposte che il regolamento Ue non aveva dato”. Il parlamentare si è poi concentrato sull’articolo 15, che riguarda l’attività giudiziaria e impone “il divieto di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per interpretare, applicare la norma e scrivere la sentenza”, affermando l’importanza di mantenere la centralità dell’uomo.
Il direttore generale dell’azienda Tinexta Visura Vingolo ha ribadito il ruolo del professionista, il quale deve avere il controllo dello strumento: “C’è bisogno del pensiero e della creatività dell’avvocato, l’IA potenzia il lavoro dell’avvocatura, non la va a sorpassare”.