Salone della giustizia: “Le ragioni del sì, le ragioni del no”
29 Ottobre 2025
“Ci interessa difendere la Costituzione e spiegare ai cittadini i motivi per cui i magistrati italiani ritengono che la riforma sia sbagliata”, così Marinella Graziano, vicepresidente vicario del Comitato “A difesa della Costituzione per il no al referendum”, in apertura del suo intervento al panel “Referendum riforma Nordio: le ragioni del si, le ragioni del no” ospitato oggi al Salone della Giustizia. “Questo Comitato – continua il magistrato – non ha alcuna finalità politica, non è interessato a fare opposizione al governo”. Il rischio, prosegue Graziano, è che “se questa riforma verrà approvata, la scritta nei tribunali ‘la legge è uguale per tutti’ perderà di significato, perché il Pm diventando un funzionario del governo subordinato al Ministro non sarà più indipendente e libero”.
Il segretario dell’Unione delle Camere penali italiane, Rinaldo Romanelli, del Comitato ‘Camere penali per il sì’ ritiene che non si possa dire “agitando timori e spettri di cose che non esistono e comunque non sono scritte nella norma, che c’è il rischio che la magistratura venga indebolita dalla riforma. L’Italia è un’anomalia assoluta tra le democrazie evolute” e la riforma sulla separazione delle carriere “è necessaria”, perché “giudice e Pm fanno mestieri diversi: il Pm indaga, accusa, porta il cittadino al cospetto dello Stato, e il giudice è lì per svolgere la funzione di garanzia in favore del cittadino. E non deve avere nulla a che fare con il Pm. Un principio ovvio nelle democrazie moderne”. “Separare per rafforzare il giudice nei confronti del Pm, è nell’interesse del cittadino – ha proseguito il segretario Ucpi – e dal punto di vista dell’autonomia e dell’indipendenza di tutta la magistratura non cambia nulla”.
Anzi. Puntualizza Romanelli che “anche il sorteggio per la costituzione dei due Csm rafforzerà la magistratura”, perché contribuirà a “spezzare il rapporto con le correnti e a liberare i magistrati oltre che esternamente, anche internamente, cioè dal condizionamento di altri magistrati”.
Terminati i sei minuti a disposizione dei due oratori è scoccata l’ora delle repliche di tre minuti. Marinella Graziano, dopo aver sottolineato che l’Italia sarebbe, approvata la riforma della Giustizia, “l’unico caso in cui con la separazione delle carriere, il Pm non dipende dal potere esecutivo”, riconosce, da magistrato che ha fatto autocritica circa responsabilità ed errori commessi, che “non si può delegittimare il terzo potere dello stato e mortificarlo con il sorteggio per la costituzione del Csm”.
La replica di Romanelli prende spunto dalla riaffermazione che l’articolo 112 della Costituzione (obbligatorietà dell’azione penale) non è oggetto della riforma, per poi ribadire come nella sua visione “l’obiettivo del sorteggio per il Csm è di far tornare fiducia nella magistratura e non di umiliarla”, anche perché – continua l’avvocato Romanelli – “alcune associazioni della magistratura, come Magistratura Indipendente, all’emergere dello scandalo Palamara hanno chiesto il sorteggio”.