Nordio: “Morvillo grande magistrata, non solo moglie di Falcone”
20 Novembre 2025
“Francesca Morvillo non sarebbe morta com’è morta, se non avesse avuto il ruolo che aveva. Non era solo la moglie di Falcone, ma anche una grande magistrata impegnata nella lotta alla criminalità”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite in videocollegamento della cerimonia di intitolazione dell’istituto comprensivo statale di Mazzarrone a Francesca Morvillo.
Il Guardasigilli ricorda della giudice vittima della strage di Capaci l'”elevatissimo spessore intellettuale; merita questo riconoscimento e spero venga replicato da altre scuole”. Il Ministro auspica, rivolgendosi agli studenti dell’istituto in provincia di Catania, che “d’ora in avanti, quando citiamo Giovanni Falcone, oltre ad associarlo quasi automaticamente a Paolo Borsellino, lo associassimo anche a Francesca Morvillo”.
Nordio ricorda anche gli altri magistrati vittime di mafia e terrorismo. Rosario Livatino, così come altri colleghi caduti tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80: “abbiamo avuto dieci magistrati uccisi dal terrorismo rosso e nero”, sottolinea il Guardasigilli.
Spazio poi alle domande degli studenti. Sebastiano chiede al Ministro com’è nata la sua passione per il diritto e la giustizia. “Sono nato e cresciuto in mezzo ai libri di diritto”, risponde.
Francesca chiede a Nordio quale messaggio vorrebbe lasciare agli studenti. Il Guardasigilli evidenzia l’importanza del proprio imperativo categorico di kantiana memoria: “ognuno di noi sa dentro di sé cosa sia giusto e ingiusto. Sai quando ti stai comportando bene o male. Il messaggio è aderire all’imperativo, cioè ai comandi della propria coscienza”.
Un altro studente chiede in che modo ciascuno, nel proprio piccolo, può difendere la legalità. Il Ministro sottolinea che seguire le regole ha anche una sua utilità: “se ognuno facesse il suo dovere, rispettasse le regole e seguisse la legge, vivremmo tutti meglio, perché avremmo in cambio il rispetto delle regole da parte degli altri”.