Nordio: “Su migranti e Cedu, dibattito democratico e trasparente”

Consiglio d'Europa, 10 dicembre 2025
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“Oggi avviamo presso il Consiglio d’Europa un dibattito importante, trasparente e democratico”, così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo questa mattina alla Conferenza ministeriale informale in corso a Strasburgo, convocata per esaminare le questioni legate alla migrazione e alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

“Si tratta, in effetti, di un dibattito che riguarda dei valori che sono all’origine stessa delle nostre società moderne – ha proseguito Nordio -, frutto dei grandi movimenti liberali dei secoli scorsi, promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle nostre popolazioni, compreso il diritto di vivere in pace ed in sicurezza. Si tratta di valori che i nostri Stati sono chiamati a proteggere e che oggi devono prendere in considerazione, ricercando un equilibrio tra diritti individuali e sviluppi contemporanei, tra cui in particolare le migrazioni che, chiaramente, non erano prevedibili, né per la loro portata né per le loro caratteristiche, ai tempi dell’adozione della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo nel 1950.

È un’evoluzione che non possiamo ignorare, e per tale dibattito noi affermiamo nuovamente il nostro sostegno più sentito alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sua autorità incontestabile; così come accogliamo la proposta “in quattro punti” del Segretario Generale, e siamo pronti a contribuire attivamente con tutta la nostra tradizione giuridica, al cuore stesso dei valori europei.

In questa prospettiva, la Dichiarazione Congiunta di un gruppo di Paesi che abbiamo appena depositato, delineando le sfide attuali, traccia dei principi fondamentali questo esercizio che proseguirà nei mesi a venire, fino all’adozione di una Dichiarazione del Comitato dei Ministri a Chisinau a maggio 2026.

In questo processo, certamente ambizioso ma inevitabile, il contributo di tutti gli interlocutori a partire dagli Stati membri, con il loro apporto di tradizione giuridica, sarà fondamentale. Chiedo che la predetta Dichiarazione congiunta di un Gruppo di Paesi, venga conservata nelle minute della Conferenza dei Ministri della Giustizia”.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine della riunione ministeriale ha dichiarato: “Ci sono 26 Paesi che sono allineati con noi per questo percorso che deve conciliare i diritti umani, per i quali la Corte serberà, e deve serbare, la sua assoluta indipendenza e autorità, con la sicurezza degli Stati”. Il Guardasigilli ha poi proseguito che “alcuni Paesi sono stati estremamente determinati nell’affermare il principio che dal 1950 molte cose sono cambiate. E quindi, nel pieno rispetto della Corte, bisognerà riflettere sulle conseguenze che derivano da questo cambiamento epocale”.

In mattinata il Ministro ha avuto un bilaterale con la delegazione britannica. “Siamo sulla stessa linea – ha riferito -. Molti Paesi si sono allineati con la proposta iniziale della Danimarca e dell’Italia e confidiamo che altri seguiranno”.