Agricoltura biologica in carcere: Volterra protagonista

natura - agricoltura - foto generica (Credit: Pexels)
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Il 17 e 18 dicembre, il carcere di Volterra si trasforma in un think tank internazionale di pratiche di agricoltura sociale, sostenibile e biologica. Un incontro tra delegazioni da vari Paesi per condividere i risultati di EcoFarms4Prisons. Il progetto, nell’ambito dell’Erasmus+, ha l’obiettivo di migliorare le attività agricole negli istituti tramite corsi di formazione professionali per educatori, psicologi e personale penitenziario.

Non è un caso che la due giorni del progetto si tenga nella casa di reclusione di Volterra. I 25 detenuti che frequentano la sezione penitenziaria dell’istituto tecnico Niccolini curano un ampio vivaio e coltivano funghi; il raccolto viene venduto tramite il “Galeorto”, mercatino scolastico il cui ricavato è usato per comprare tutto ciò che serve per la didattica e le attività curricolari.

I reclusi sono da anni impegnati anche nell’orto urbano della Fortezza medicea, progetto di recupero di un’area del carcere aperto alle visite della comunità esterna.

In cantiere c’è poi, in collaborazione con l’Università di Pisa, l’allevamento di coccinelle, insetti provvidenziali per mantenere le piante in salute. Un metodo sostenibile, per evitare l’utilizzo di pesticidi aggressivi.

Per l’incontro di EcoFarms4Prisons, 30 detenuti-studenti del corso alberghiero dell’istituto Ferruccio Niccolini di Volterra, capofila del progetto, prepareranno e serviranno il buffet alle delegazioni.

La dimensione internazionale è uno dei pilastri del progetto, e ogni anno i partner si incontrano per visitare le realtà carcerarie dei Paesi coinvolti e per discutere su quali azioni di promozione possano essere attuate. Ad oggi, gli incontri sono stati organizzati in Germania, presso il carcere di Rosdorf (2024), in Portogallo, presso gli istituti di Tires e Leiria (2024), e in Turchia, presso i penitenziari di Elmalı e Döşemealtı (2025).

Ogni visita ha messo in luce modelli originali di agricoltura sociale favorendo la circolazione di idee e l’adattamento di strategie condivise. Il confronto tra partner ha consentito di costruire in maniera congiunta un corso online su piattaforma MOOC (Massive Open Online Course) relativo all’agricoltura sociale e sostenibile. Tra giugno e agosto 2025 è stato lanciato il corso in versione “pilota”, rivolto principalmente a educatori e formatori che operano nelle carceri. Alcuni partecipanti sono stati successivamente coinvolti in una formazione pratica in Portogallo, attraverso esercitazioni, laboratori e lezioni sul campo. Nei prossimi mesi, i partecipanti si occuperanno di trasferire le conoscenze e le abilità apprese direttamente a dei gruppi volontari di detenuti.

 

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