Libri Liberi: il tour nelle carceri si chiude nell’Ipm di Nisida
23 Dicembre 2025
Libri liberi, rassegna che porta i grandi libri nelle carceri italiane, ha raggiunto la sua dodicesima e ultima tappa il 22 dicembre nel carcere minorile di Nisida, a Napoli.
Protagonisti dell’incontro conclusivo sono stati lo scrittore Antonio Franchini e l’attrice Marianna Fontana, chiamati a confrontarsi con i ragazzi ristretti nell’istituto sul romanzo breve L’amico ritrovato di Fred Uhlman, un classico della letteratura del Novecento capace di parlare con forza anche al presente.

Ambientato nella Stoccarda degli anni Trenta, L’amico ritrovato racconta l’intensa amicizia, spezzata dalla storia, tra due liceali: Hans Schwarz, giovane ebreo di famiglia borghese, e Konradin von Hohenfels, aristocratico affascinante e solitario. Un legame profondo che nasce nella quotidianità scolastica, ma che viene travolto dall’ascesa del nazismo. Le differenze sociali e l’antisemitismo crescente portano Konradin ad allontanarsi dall’amico, mentre Hans è costretto a emigrare negli Stati Uniti. Solo molti anni dopo, attraverso una lista di caduti, Hans scoprirà la verità: Konradin è stato giustiziato per aver partecipato a un complotto contro Hitler. Un finale potente, che restituisce al loro rapporto un significato etico profondo.
Il testo di Uhlman affronta questioni centrali come l’amicizia e il tradimento sotto la pressione ideologica e sociale, il nazismo e l’antisemitismo come manifestazioni distruttive dell’odio e della propaganda, il conflitto tra identità personale e conformismo, e il ruolo della memoria come strumento per comprendere il passato e dare senso alle scelte individuali. Hans e Konradin sono molto diversi — timido e riservato il primo, altero e inizialmente sedotto dall’ideologia dominante il secondo — eppure la scelta finale di Konradin dimostra come il legame tra i due non sia mai stato davvero cancellato.
L’incontro si è svolto in un luogo di grande suggestione: un antico pozzo romano, recuperato e trasformato in spazio teatrale dai ragazzi del laboratorio di restauro edile dell’istituto di Nisida, sostenuto dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità come percorso di formazione. Le pareti di tufo, scavate a mano, e una semplice pedana di legno definiscono uno spazio raccolto, illuminato dall’alto da un cono di luce naturale. L’acustica avvolgente annulla la distanza tra attrice e pubblico: la voce di Marianna Fontana riempie il pozzo e coinvolge i circa venti giovani presenti in un’esperienza condivisa, intensa e profondamente emotiva.
Amicizia e lealtà, messe alla prova dalle pressioni sociali e politiche, sono i temi introdotti da Marianna Fontana, mentre memoria e identità, il confronto con il passato e la perdita dell’innocenza, guidano la lettura proposta da Antonio Franchini.
Uhlman, osserva Franchini, mostra come il vero tradimento non risieda tanto nell’atto in sé, quanto nella rinuncia al coraggio. Allo stesso tempo, il romanzo afferma che un’amicizia autentica, anche se spezzata, può conservare nel tempo il suo valore più profondo. In L’amico ritrovato l’amicizia tradita diventa così simbolo della fragilità dei legami umani di fronte alla pressione della storia: una piccola vicenda personale che si intreccia con una grande storia capace di segnare l’umanità intera.
La scelta di questo romanzo all’interno di Libri liberi non è casuale. Il messaggio rivolto ai ragazzi è chiaro: le scelte individuali contano, anche quando il contesto sociale sembra spingere verso l’errore, la violenza o l’odio. Nessuno è definito per sempre dai propri sbagli. Anche l’ingenuità, il conformismo o il tradimento possono essere superati attraverso la consapevolezza, il coraggio morale e l’assunzione di responsabilità.
Al termine dell’incontro, alcuni ragazzi hanno condiviso con gli educatori le impressioni sull’esperienza vissuta. Eccone alcune:
“All’inizio i libri li prendi in mano quasi per caso, o perché costretto, per riempire il tempo. Poi ti accorgi che non servono solo a far passare le ore, ma a farti restare sveglio dentro.”
“Nessuno può decidere cosa immagini mentre leggi, né dove vai con la testa.”
“Nei libri trovi vite diverse dalla tua, ma a volte anche troppo simili. Storie di errori, di cadute, di riscatti.”
“Leggendo capisci che non sei l’unico ad aver sbagliato, che il dolore non è una cosa privata ma umana. Questo non cancella le colpe, ma le rende più sopportabili, perché ti insegna che si può cambiare senza dimenticare.”
Promossa dalla fondazione De Sanctis, con il patrocinio del Ministero della Giustizia (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità) e in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, la rassegna Libri liberi ha coinvolto alcune delle principali carceri italiane. Il tour, iniziato il 6 marzo nel carcere di Rebibbia, ha visto in dodici istituti penali scrittori e scrittrici affiancati da attori e attrici nella presentazione di grandi opere letterarie.
La tappa di Nisida chiude simbolicamente il percorso, riaffermando il valore della cultura come spazio di incontro, crescita e riscatto, anche — e soprattutto — oltre le sbarre.
Tutti gli articoli sulle tappe di Libri Liberi:
- Ipm Fornelli di Bari, “Poesia in forma di rosa” con David Riondino e Davide Rondoni
- Casa circondariale di Bari, “Genie la matta” con Lino Guanciale e Donatella Di Pietrantonio
- Casa di reclusione femminile Venezia Giudecca, “Ragazza Donna Altro” con Anna Bonaiuto e Igiaba Scego
- Ipm Casal del Marmo, “L’isola di Arturo” con Giulia Caminito
- Casa circondariale Regina Coeli, “La strada di San Giovanni”, con Francesco Montanari e Rosella Postorino
- Ipm Meucci di Firenze, “Ultime lettere di Jacopo Ortis” con Sergio Rubini e Aurelio Picca
- Ipm Beccaria di Milano, “Pianissimo” con Alessio Boni e Daniele Mencarelli
- Milano Opera, “Gli androidi sognano pecore elettriche?” con Elena Lietti e Elisa Fuksas
- Napoli Secondigliano, “Cent’anni di solitudine” con Fabrizio Bentivoglio e Maurizio De Giovanni
- Roma Rebibbia, “L’Odissea” con Stefano Fresi e Edoardo Albinati