Sisto: “La musica è regole e creatività, un modo per imparare a vivere”
7 Gennaio 2026
Se non avesse fatto l’avvocato e il politico, sarebbe un musicista? “Le tre cose vanno bene assieme: non ci sarebbe stato l’avvocato senza il musicista e non ci sarebbero stati il musicista e il politico, senza l’avvocato”. Spiega così, semplicemente, a Maria Grazia Rongo della Repubblica di Bari, il viceministro Francesco Paolo Sisto, la sua passione per la musica, intrecciata perfettamente con le altre due diventate nel tempo lavoro e impegno.
Anche quest’anno Sisto parteciperà all’iniziativa benefica “Un pianoforte per strada”, organizzata dall’associazione Fps-Arte e cultura, che raccoglie tanti artisti, il cui ricavato andrà al reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico barese. “Sta diventando una tradizione” garantisce l’avvocato, ma anche il politico é d’accordo. Qui però é il musicista che la fa da padrone, e i ricordi della sua predisposizione musicale partono sin dalla tenerissima età: “mia madre mi raccontava che già a tre anni indovinavo le canzoni del Musichiere, storica trasmissione della Rai”; poi arriva la scuola di musica, il pianoforte studiato per tanti anni e, ricorda ancora Sisto “così ho cominciato a scrivere musica per il teatro, canzoni da cantautore, anche qualche colonna sonora, iscrivendomi alla Siae”.
“Regole e creatività” questa la sintesi che il viceministro fa tra musica e legge: “E’ stato un modo per imparare a vivere, quegli insegnamenti sono stati utilissimi se non fondamentali. Le pause, le armonie, l’equilibrio, lo studio accurato, se non maniacale, sono tutte situazioni che dalla musica ho portato nell’avvocatura”.
Ma ancora un’ultima nota forse può raccontarci quanto entusiasmo l’onorevole Sisto metta nell’amalgamare le sue passioni. Nel 2018 scrive una canzone, testo e musica, ‘Onorevole Natale’, e per l’occasione forma un gruppo con i colleghi parlamentari che chiama ‘Spartiti uniti’, diversi i gruppi di appartenenza un unico obiettivo, destinare i diritti alla Lega del Filo d’oro. Registrarono il brano nello studio romano di Ennio Morricone: “Fu una bellissima performance, in cui la politica ha perso la connotazione della politica, come ci fossimo fusi in nome della musica e della generosità, al di là di ogni colore. E siamo rimasti tutti amici”.