Di Matteo e Montalto, vittime innocenti di mafia: il ricordo
9 Gennaio 2026
A Custonaci si è svolto il ricordo di due vittime innocenti di mafia: il bambino Giuseppe Di Matteo e l’agente di Polizia penitenziaria Giuseppe Montalto. Proprio a Montalto (medaglia d’oro al merito civile) è stato intitolato il parco cittadino inaugurato oggi.
Era il 23 dicembre del 1995 quando, a Palmi, l’agente scelto di Polizia penitenziaria, nativo di Trapani, venne raggiunto da due sicari, davanti alla casa dei suoceri, alla presenza della moglie e della figlia di pochi mesi. “Un servitore dello Stato assassinato perché faceva semplicemente il proprio dovere, applicando la legge”, ha affermato il sottosegretario alla Giustizia con delega alla Polizia penitenziaria, Andrea Delmastro delle Vedove, presente alla commemorazione.

Al momento dell’agguato Montalto aveva trent’anni, dopo aver lavorato nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, da circa due anni aveva preso servizio nella casa di reclusione Ucciardone di Palermo, assegnato alla sezione riservata ai detenuti sottoposti al regime 41-bis dell’ordinamento penitenziario.
L’assassinio fu “un avvertimento di Cosa nostra“, per il trattamento dei boss all’interno degli istituti penitenziari. In particolare, secondo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, l’agente fu ucciso perché aveva sequestrato un “pizzino”, entrato clandestinamente in carcere.
Oggi, a rendere omaggio al bambino e all’agente, erano presenti rappresentanti delle istituzioni, autorità civili e militari del territorio ed esponenti del Corpo di Polizia penitenziaria.

“Nell’anno 2025 in questo territorio ci sono state decine di operazioni di Forze di polizia e della magistratura che hanno visto coinvolti favoreggiatori di Matteo Messina Denaro. Ciò vuol dire che in questo territorio, ancora più che in altri, esiste e continua a esistere una complicità inaccettabile con la criminalità organizzata”, ha dichiarato Chiara Colosimo, presidente della Commissione nazionale antimafia a Custonaci, in occasione della manifestazione “Un Angelo al Galoppo”, in ricordo del piccolo Giuseppe, rapito e sciolto nell’acido dalla criminalità organizzata all’età di 12 anni.
“La mafia non è mai stata ‘onore’ né ‘regole’: è solo violenza, ricatto, terrore. Ricordare Giuseppe Di Matteo e Giuseppe Montalto significa rinnovare un impegno: non piegarsi, non dimenticare, non arretrare di un millimetro. Lo Stato è più forte della mafia e continuerà a dimostrarlo, ogni giorno”, ha sottolineato il sottosegretario Delmastro.