Nordio: “La certezza della pena é essenziale anche per minori”

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“Il 2025 é stato un anno di svolta, sia per le riforme, sia per gli obblighi assunti con il Pnrr”. Avvia così il suo intervento nell’Aula della Camera, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che oggi ha presentato al Parlamento la Relazione annuale sull’amministrazione della Giustizia per l’anno 2025.

“Dall’ottobre 2022 ad oggi – ha sottolineato Nordio – sono state assunte in totale 3586 unità a tempo indeterminato, di cui 256 operatori, 1798 assistenti, 920 autisti, 521 funzionari, 91 dirigenti”; mentre per il 2026 “il Ministero sarà impegnato per un ammontare complessivo di almeno 122,4 milioni di euro per 3.659 unità, solo per le procedure assunzionali a tempo indeterminato”.

Il Ministro nel corso della sua relazione – lasciando gli approfondimenti alla corposa Relazione depositata presso gli uffici del Parlamento a disposizione di deputati e senatori – ha toccato in breve temi come l’impiego dei fondi Pnrr, la cui attuazione “ha rappresentato il motore principale delle riforme degli investimenti: al 31 dicembre 2025 , su un totale di 2,7 miliardi di euro di risorse Pnrr assegnate al Ministero della Giustizia, sono stati rendicontati pagamenti per un totale di 1,98 miliardi, pari al 72,91%, quindi perfettamente in linea con i target”.

Alla luce degli ultimi gravissimi fatti di cronaca che hanno riguardato minorenni, Nordio ha sostenuto che “il minore prima di essere una persona da punire, deve essere una persona da rieducare” e quindi dice “no a sanzioni tiranniche, ma la certezza, essenziale, di una pena equilibrata e proporzionata”.

Il Guardasigilli ha affrontato anche il tema dei suicidi in carcere, “un fardello di dolore”, per ammettere il “fallimento da parte dello Stato” ma anche per dare conto del “trend invertito” visto che, ha informato l’Aula, “quest’anno il numero è diminuito del 10%. Se non è l’inizio della fine diciamo che è la fine dell’inizio”.

Ma ancora diversi gli argomenti sinteticamente esposti. Riduzione dell’arretrato civile: il disposition time (l’indicatore che stima la durata dei processi), calcolato al primo semestre 2025, si è ridotto del -27,8% rispetto al 2019, mentre nel settore penale, la riduzione è stata del -37,8%. “Questi risultati superano in alcuni casi i target fissati dal Piano, confermando così – ha precisato Nordio – l’efficiacia delle riforme processuali e degli investimenti in capitale umano”.

Con riferimento alla digitalizzazione, il Ministro ha spiegato che “rispetto all’ambizioso obiettivo di digitalizzare 7 milioni e 750mila fascicoli giudiziari, al 31 dicembre 2025 il ministero ha completato la digitalizzazione di 7.801.142 fascicoli giudiziari, così addirittura superando il target previsto. Con soddisfazione, ricordo ancora che nel 2025 sono stati conseguiti gli obiettivi in materia di digitalizzazione del processo penale di primo grado”. Mentre sulla edilizia giudiziaria, Nordio ha confermato che “sono in corso interventi di riqualificazione su 289.000 mq di edifici giudiziari”.

Rispetto alla magistratura onoraria, Nordio ha rivendicato l’orgoglio di averne finalmente riconosciuto lo status: “fino all’altro ieri erano figli di dio minore, non avevano nessuna garanzia economica, previdenziale e di stabilità. Quando invece – ha continuato – sono una struttura portante della nostra giurisdizione, sia per il penale, sia per il civile. Noi, con una legge opportuna siamo riusciti a rendere dignitoso il loro trattamento”.

La presentazione della Relazione si replica oggi pomeriggio alle 15 al Senato della Repubblica.

E’ prevista la diretta streaming sui canali YouTube di Montecitorio e palazzo Madama.

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